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Barbieri-chirurghi nell’arte del Seicento

Barbieri-chirurghi nell’arte del Seicento
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La professione del medico per molti secoli non fu una prerogativa esclusiva di chi aveva impiegato la propria vita nello studio e nell’approfondimento della disciplina medica. Esistevano i barbieri-chirurghi che un po’ per imparare, un po’ per prestare cure ai bisognosi, spesse volte prestavano soccorso ai pazienti all’interno delle loro umili abitazioni.

Estrazioni dentarie, suture di ferite, piccoli interventi chirurgici nel Medioevo non erano eseguiti da veri medici, ma da barbieri.

I tre dipinti rappresentano il momento in cui questi “improvvisati” chirurghi effettuano le operazioni mediche sul corpo di sventurati pazienti.

 

Johann Liss, Estrazione dentaria, 1616

David Teniers, Intervento podologico, 1663

Le scene sono ambientate in stanze povere, un po’ polverose e disordinate che non fanno certo presagire la riuscita di un buon intervento. Gli sguardi dei pazienti sono spaventati, fermati in piccole grida di dolore mentre i barbieri agiscono con estrema freddezza e talvolta con poca delicatezza.

I barbieri- chirurghi operarono dal Medioevo fino all’inizio del 1700, spesse volte si esercitavano per imparare il mestiere sulla pelle di poveri e soldati.

Oltre a tagliare i capelli e la barba si dedicavano ad interventi come salassi, cura di emorroidi, laringotomia, estrazione dei calcoli dalla vescica.

Per esercitare questo mestiere utilizzavano forbici, aghi, coltelli, seghe. Non di rado queste pratiche vennero erogate senza i dovuti requisiti di igene, causando infezioni, diffondendo virus e malattie.

Con la fondazione dell’Acàdemie Royale de Chirurgie nel 1731 i barbieri smisero di effettuare tali operazioni mediche che vennero poi totalmente proibite in seguito all’ordinanza di Luigi XV che vietò ai barbieri l’esercizio della chirurgia.

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