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BRA DAY, giornata internazionale sulla ricostruzione mammaria: quando la consapevolezza migliora la cura

ottobre 17, 2016
Tempo di lettura: 2 minuti

L’Istituto Europeo di Oncologia aderisce anche quest’anno al BRA (Breast Reconstruction Awareness) Day, Giornata Internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione del seno, che si celebra il 19 ottobre in più di dieci Paesi negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in Europa.

 

 

La ricostruzione del proprio seno dopo l’asportazione di un tumore significa recuperare la propria identità femminile ed è quindi parte integrante del trattamento oncologico. Eppure i dati più recenti rivelano che ancora poche donne (il 23%) conoscono le possibilità offerte dai diversi trattamenti oggi disponibili per la ricostruzione mammaria e ancora meno (il 19%) sanno che la tempestività della cura e della loro decisione di sottoporsi alla ricostruzione ha un grande impatto sulle opzioni disponibili e sui relativi risultati.

Da qui la scelta dell’Istituto Europeo di Oncologia di organizzare un incontro informativo dedicato alle molteplici novità della chirurgia ricostruttiva, e non solo. Al BRA Day IEO si parlerà infatti anche di familiarità e rischio genetico, di maternità e tumore, delle novità negli esami radiologici, oltre che, più specificamente, di evoluzione delle chirurgia senologica, di microchirurgia nel linfedema, di radioterapia e ricostruzione mammaria.

«Ogni donna ha il diritto di essere informata in maniera tale che le sia permesso compiere scelte consapevoli in ogni fase del percorso di cura – spiega Mario Rietjens, Direttore della Chirurgia Plastica Ricostruttiva –  Nel caso della ricostruzione le donne devono sapere che oggi in IEO esistono protesi praticamente per ogni forma  di mammella e che l’utilizzo di nuovi materiali, come le membrane di collagene, permettono un’ottima ricostruzione con protesi anche nelle pazienti che si sono già sottoposte a  radioterapia. Dunque nessuna paziente deve accontentarsi di un risultato estetico che metta in crisi la sua identità. Tutte possono sentirsi belle dopo tumore del seno».

Anche chi deve affrontare l’intervento più esteso di mastectomia, o chi sceglie di effettuarla per motivi di prevenzione perché ad alto rischio genetico, non deve più avere paura. «Il vecchio concetto della mastectomia come intervento demolitivo – commenta Viviana Galimberti, Direttore della Senologia Molecolare – va sostituito con quello più moderno di un’operazione ricostruttiva più conservativa, che salvaguardi il complesso di areola e capezzolo, e garantisca sicurezza oncologica e un‘ottima qualità di vita anche alle donne più giovani e a maggior rischio».

Oggi dunque un cancro al seno non deve significare la fine della femminilità. «Soprattutto le donne devono sapere – conclude Rietjens – che la ricerca non si ferma neanche davanti ai migliori risultati. In IEO stiamo studiando, per esempio, nuove protesi mammarie con una struttura innovativa che può essere rivascolarizzata ed è riassorbibile nel tempo, mantenendo intatta la forma. In futuro questa soluzione potrebbe anche sostituire il silicone».

Per maggiori dettagli: www.ieo.it/braday