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Malattie psichiatriche: entro il 2020 colpiranno più del cancro e del diabete. È emergenza sanitaria tra i disabili

novembre 29, 2016
Tempo di lettura: 3 minuti

I dati del Serafico di Assisi: in 4 anni le valutazioni di pazienti con disturbi del comportamento sono cresciute del 60%. In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità (3 dicembre) il Serafico di Assisi ricorda come i disturbi del comportamento costituiscano una delle nuove emergenze sanitarie e socio-relazionali tra i disabili.

 

Entro il 2020, i disturbi dell’umore diventeranno la seconda malattia più diffusa dopo le patologie cardiovascolari. Il campanello d’allarme, lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), preoccupa non poco il mondo della disabilità dove i disturbi della sfera mentale hanno un’incidenza da 5 a 7 volte superiore rispetto alla popolazione generale. E, come sempre, i più deboli, fra tutti le persone con disabilità, sono i più a rischio.

 

«I disturbi del comportamento, della condotta e del controllo degli impulsi nelle forme più rilevanti, diventano spesso il primo fattore di esclusione sociale e di richiesta di istituzionalizzazione», dichiara Francesca Di Maolo, Presidente del Serafico di Assisi, modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime.

 

In aumento i casi di malattia mentale 
I numeri dell’Unità di valutazione diagnostica funzionale del Serafico parlano chiaro: negli ultimi 4 anni si è assistito ad una crescita del 60% di questi casi. «Se nel 2013 il 17% delle persone valutate presso i nostri ambulatori presentavano nella loro storia clinica disturbi del comportamento e della condotta, nel 2016 (dati al 31 ottobre) la percentuale è salita al 42%», dichiara Sandro Elisei, Direttore Sanitario del Serafico.

 

Il male del secolo non è solo la depressione, in aumento ci sono anche altri disturbi quali quelli d’ansia, del comportamento alimentare, dello spettro schizofrenico, correlati ad eventi traumatici, per non parlare delle diverse forme di dipendenze, dall’uso di sostanze, alle nuove forme di dipendenze comportamentali (da gioco d’azzardo patologico, da internet e nuove tecnologie, da spese compulsive, da sesso patologico). Inoltre, se prima l’età media di insorgenza della malattia era tra i 20 e i 40 anni, oggi sono in aumento le manifestazioni precoci o tardive.

 

L’umanità è in crisi

La cultura di oggi propone ai giovani dei modelli di identificazione molto difficili da raggiungere, aprendo le porte ai moderni disturbi psichiatrici e al loro continuo aumento. D’altronde circa il 20% della popolazione mondiale presenta, secondo l’Oms, un quadro di umore instabile, dato che si accompagna all’aumento del numero di suicidi, circa 800mila all’anno (uno ogni quaranta secondi), che arrivano a rappresentare la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 29 anni. Questi dati risultano ancora più drammatici se rapportati a persone con disabilità.
«Nei gradi intermedi di ritardo mentale, i ragazzi disabili hanno la capacità, seppur ridotta, di decodificare questo contesto. Hanno inoltre una parziale consapevolezza della propria condizione deficitaria che concorre ad attivare manifestazioni di rabbia e di aggressività – dichiara Sandro Elisei – Se al Serafico arrivano sempre più persone con lievi disabilità psicofisiche, ma con gravi disturbi comportamentali, forse è anche un riflesso dell’attuale cultura dello scarto. Dobbiamo ammetterlo: l’umanità è in crisi».

 

La cura al Serafico di Assisi

Se la cultura di oggi spinge all’eccesso nella formula ormai denominata “tutto e subito”, al Serafico di Assisi, il modello di prendersi cura della persona è inserito all’interno di una cornice di un’idea di disabilità e limite come un valore e non come motivo di stigma ed esclusione.

I medici e gli operatori specializzati aiutano i pazienti ad esprimersi con la natura, il movimento, lo sport e a trovare il modo di stare con gli altri. Per questo il Serafico non è un luogo di sofferenza, i ragazzi non conoscono la rassegnazione e ogni loro progresso, ogni autonomia conquistata, anche se piccola, è un inno alla vita.

Fonte:
www.serafico.org
www.salute.gov.it

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