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Perdere peso? L’attività fisica non basta, ci vuole un’alimentazione sana

Perdere peso? L’attività fisica non basta, ci vuole un’alimentazione sana
Tempo di lettura: 3 minuti

Praticare sport fa bene: diminuisce il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete e alcuni tipo di cancro, e ha inoltre effetti positivi sulla salute mentale, migliorando l’umore, riducendo stress, ansia e depressione. Ma per perdere peso potrebbe non essere la scelta più adatta.

 Infatti, anche se la mancanza di movimento è dannosa su diversi fronti, potrebbe non essere la causa principale dell’obesità sempre più diffusa nei Paesi industrializzati.

Lo studio

Lo dice un recente studio della Loyola University di Chicago, negli Stati Uniti, secondo cui praticare moderato esercizio fisico potrebbe non proteggere dall’aumento di massa corporea. La ricerca ha coinvolto 2.500 giovani adulti, di età compresa tra i 25 e i 45 anni, provenienti da Stati Uniti, Gana, Giamaica, Sud Africa e Seychelles. I partecipanti, di diverse estrazioni socio-economiche, sono stati sottoposti a misurazioni per valutare parametri quali altezza, peso e indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI). Negli otto giorni successivi, hanno indossato un accelerometro, strumento in grado di monitorare l’attività fisica in termini di intensità e di durata. Le stesse misurazioni sono state ripetute dopo un anno e, nuovamente, dopo due anni.

I risultati

Contro ogni aspettativa, al termine di questa analisi i ricercatori hanno osservato che le persone più attive non solo non hanno perso peso ma, al contrario, lo hanno aumentato. Tra i soggetti coinvolti, coloro che non praticavano sport hanno invece mantenuto costante la loro massa corporea.

Le considerazioni

Come spiegare questo dato apparentemente inaspettato? i ricercatori suggeriscono che l’aumento di peso e l’obesità potrebbero essere influenzati solo in parte dall’attività fisica, mentre invece altri fattori sarebbero maggiormente coinvolti. Primo fra tutti, il tipo di dieta alimentare seguita. Numerose ricerche hanno infatti dimostrato che è un’alimentazione poco sana, basata su cibi ricchi di grassi, il primo fattore di rischio di obesità.

Esistono inoltre alcuni studi che mostrano come chi pratica sport per perdere chili di troppo spesso metta in atto comportamenti compensativi, come ad esempio concedersi una razione di dolci extra per ricompensarsi di una sessione in palestra. Il movimento, inoltre, stimola l’appetito e quindi di per sé induce a mangiare di più. Da considerare, inoltre, è il fatto che praticare una disciplina sportiva permette di tonificare i muscoli, che pesano di più rispetto alla massa grassa, portando quindi a un aumento complessivo del peso corporeo.

Il regime alimentare è importante

È quindi possibile che la stabilità osservata nella ricerca americana in chi non pratica alcun esercizio fisico sia dovuta a una dieta equilibrata, che permette di mantenere il proprio peso pressoché invariato, pur praticando poco movimento. Purtroppo, però, i ricercatori non hanno valutato il regime alimentare delle persone analizzate. Il risultato di questo studio, sebbene interessante, deve quindi essere considerato come un’indagine parziale di un problema, quello dell’obesità, molto complesso e probabilmente regolato da diversi meccanismi. Gli stessi autori sono restii nell’affermare che la sedentarietà non sia coinvolta nell’accumulo di chili di troppo e suggeriscono la necessità di proseguire nella ricerca in questo ambito, ponendo maggiore attenzione all’insieme di fattori coinvolti nella regolazione della massa corporea, tra cui, per l’appunto, la dieta. In questo modo, sarà possibile chiarire il reale ruolo del moto su questo aspetto così importante per il benessere del nostro organismo.

La mancanza di attività fisica è dannosa per la salute

Tuttavia, se non è certo che praticare sport protegga dall’aumento di peso, è fuor di dubbio che la mancanza di attività fisica sia dannosa per la salute: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, la sedentarietà rappresenta la quarta causa di mortalità nel mondo occidentale ed è alla base di oltre il 21 % dei tumori a seno e colon-retto, del 27 % dei casi di diabete e del 30 % delle patologie coronariche.

Un dato preoccupante, soprattutto considerando che l’Italia si piazza tra i Paesi meno attivi di tutta Europa, secondo una recente indagine dell’Università di Barcellona: pubblicata sull’Open Access Library Journal, si tratta dell’analisi di informazioni raccolte dal database Eurobarometer della Commissione Europea sulla pratica sportiva di circa 27.000 persone, dai 15 anni in su, provenienti da 27 Paesi. La ricerca evidenzia come gli italiani siano fra i meno attivi, insieme a Ungheria, Polonia e Romania. Peggio di noi solo i cittadini di Grecia, Bulgaria e Portogallo.

I consigli per la salute

L’OMS raccomanda di praticare almeno 150 minuti di attività fisica a settimana: per gli adulti, questa sembra la quantità giusta di moto per mantenersi in salute. I bambini, invece, dovrebbero fare esercizio per almeno 60 minuti al giorno. Quando si parla di moto, però, è bene precisare che non si tratta esclusivamente di sport, ma anche di azioni più comuni come per esempio il camminare o il fare le scale. In altre parole, per proteggere la propria salute non è necessario diventare campioni olimpionici, ma basterebbe prendere qualche volta in meno l’ascensore e mantenere uno stile di vita attivo e dinamico, accompagnato da una dieta varia ed equilibrata.

Per approfondimenti:

Lara R. Dugas, et al. Accelerometer-measured physical activity is not associated with two-year weight change in African-origin adults from five diverse populations. PeerJ. 2017; 5: Published online 2017 Jan 19.

D. Ríos, et al. A Graphical Classification of European Countries According to Physical Activity Level of Its Citizens. Open Access Library Journal 2016, Volume 3, e3195.

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Martina Laccisaglia

Martina Laccisaglia

Esperta di comunicazione in area salute. Collabora con il Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società della Statale di Milano. Maggiori info sul nostro collaboratore