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Vivere più a lungo: quando l’aiuto arriva dallo sport

Vivere più a lungo: quando l’aiuto arriva dallo sport
Tempo di lettura: 3 minuti

Per vivere meglio e più a lungo, i medici sono tutti concordi nel raccomandare di mantenere uno stile di vita sano che comprenda, oltre a un’alimentazione equilibrata, la pratica regolare di un’attività sportiva. Ma è possibile individuare uno sport che sia più salutare rispetto agli altri?

Secondo una ricerca finlandese, sarebbe il tennis quello associato a una vita più lunga.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato undici diversi studi svolti tra il 1994 e il 2008 su circa 80.300 persone residenti in Scozia e Inghilterra. Ai partecipanti, di cui più della metà donne di età media pari a 52 anni, è stato somministrato ogni quattro settimane un questionario per valutare il tipo e la durata di esercizio svolto. Tenuti in osservazione per nove anni, si sono registrati gli eventuali decessi per poter capire se esiste una possibile correlazione con l’attività fisica praticata.

Il risultato della ricerca, che vi mostriamo di seguito, è senza dubbio interessante, considerato il numero di persone coinvolte e la durata complessiva. Tuttavia, è bene tenere presente che i limiti di questo lavoro sono molti, tra cui per esempio il fatto che non è stato effettuato un confronto diretto tra i diversi sport, il cui effetto è stato valutato singolarmente. Quindi, ipotizzare che uno di essi, il tennis, sia più utile degli altri per vivere a lungo, appare piuttosto forzato.

I risultati

Gli studiosi finlandesi hanno osservato che, rispetto a chi non svolge alcun esercizio fisico, chi pratica sport di racchetta, come il tennis, ha il 47% di probabilità in meno di morte per tutte le cause, mentre i decessi per problemi cardiovascolari diminuiscono del 56%. Segue il nuoto, anch’esso uno sport decisamente salutare: chi lo pratica è esposto a un rischio di morte per tutte le cause del 28% in meno in confronto a chi non svolge alcuna attività, e del 41% in meno che questo accada a seguito di malattie cardiocircolatorie. Fa bene anche l’aerobica, con una riduzione del rischio pari al 27% per tutte le cause e del 36% per quanto malfunzionamento del sistema cardiovascolare. La bicicletta è associata a una riduzione del 15% dei decessi in generale, ma non ha alcun effetto su quelli provocati da patologie di cuore e vasi sanguigni.

Interessante notare che né la corsa, né il calcio o il rugby sembrano avere un ruolo positivo sulla diminuzione del rischio di morte, sia per tutte le cause, sia per patologie cardiovascolari. Ma questo può dipendere dal fatto che lo studio comprende un numero inferiore di persone che praticano questi sport, rispetto ad altri.

Gli studi precedenti

Che lo sport faccia bene, in particolare all’apparato cardiovascolare, non è una novità: diversi studi precedenti, infatti, hanno evidenziato che l’attività fisica abituale ha un ruolo protettivo contro aterosclerosi e patologie cardiovascolari. Discipline come il nordic walking o la semplice camminata, per esempio, migliorano il funzionamento dell’apparato cardiaco e respiratorio in pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica.

Considerando che lo studio finlandese è di tipo osservazionale, tuttavia, non è possibile affermare con certezza che esista un nesso causale tra un tipo specifico di attività e la riduzione del rischio di morte: un conto è sostenere che chi pratica esercizio fisico vive più a lungo, un altro è affermare che sia esclusivamente questo fattore ad aumentare l’aspettativa di vita. È importante, infatti, prendere in considerazione altri aspetti, come l’alimentazione, il fumo di sigaretta, il consumo di alcool e lo stile di vita più in generale. Sono necessarie ulteriori ricerche per fare luce su quali possano essere gli effetti di uno specifico sport sul nostro organismo a livello fisiologico e biologico. È in questo modo che sarà possibile valutare se e come possa effettivamente allungare la vita.

Praticare sport con un’adeguata preparazione

Quando si parla di attività sportiva, inoltre, è importante tenere in considerazione un altro aspetto: se è vero che essere in movimento aiuta a mantenersi in forma, è anche vero che l’esercizio troppo intenso senza un’adeguata preparazione non solo può non essere utile ma, al contrario, può sottoporre il cuore e i muscoli a uno stress eccessivo, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari anche gravi. Lo dice una revisione di alcuni studi in materia, svolta recentemente da ricercatori olandesi. In altre parole, la virtù sta nel mezzo: praticare sport fa bene, ma con cognizione di causa e possibilmente con l’aiuto di una persona esperta come un allenatore o un personal trainer.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di svolgere almeno 150 minuti di attività fisica intensa a settimana. Quale sport praticare, però, è una scelta personale. Il consiglio degli addetti ai lavori è di trovarne uno piacevole e divertente: così facendo, sarà più probabile portarlo avanti, mantenendosi attivi e prolungandone i benefici il più a lungo possibile.

Dott.ssa Martina Laccisaglia

Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

 

Per approfondimenti:

P. Oja et al. Associations of specific types of sports and exercise with all-cause and cardiovascular-disease mortality: a cohort study of 80 306 British adults. British Journal of Sports Medicine. Published online November 28 2016

Lejczak A1, , et al. Nordic Walking May Safely Increase the Intensity of Exercise Training in Healthy Subjects and in Patients with Chronic Heart Failure. Adv Clin Exp Med. 2016 Jan-Feb;25(1):145-9.

Eijsvogels TM1, et al. Are There Deleterious Cardiac Effects of Acute and Chronic Endurance Exercise? Physiol Rev. 2016 Jan;96(1):99-125.

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Martina Laccisaglia

Martina Laccisaglia

Esperta di comunicazione in area salute. Collabora con il Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società della Statale di Milano. Maggiori info sul nostro collaboratore