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MALDITESTA cacciato a SUON di TAMBURO

MALDITESTA cacciato a SUON di TAMBURO
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“Vibrazioni, non iniezioni” – Un cupo suono tambureggiante parrebbe proprio l’opposto di quel che s’addica a far passare un mostruoso malditesta: eppure a me, nel lontano settembre 1975 nel lontano Kenya – l’ha invece di botto fatto sparire.

 

 

E proprio letteralmente di botto in botto, di rimbombo in rimbombo.
Un rimbombare – attenzione! – non dentro il “povero cranio martoriato”, bensì nell’[ampio…] torace…
Inquadriamo i fatti: smascherando immediatamente la voglia di parlar di magia, di magici influssi&vibrazioni d’un tam-tam d’Affrica Nera.
Spiegando subito che l’influsso delle vibrazioni fu, per fortuna, all’istante chiaro alla mente del biologo&naturalista che ero e sono.

Lì a Watamu c’ero arrivato chiamato in qualità di malacologo, ovvero esperto di Molluschi/”conchiglie”: per veder di affrontare il problema provocato dalle loro microscopiche larve, pronte poi a crescere in calcaree conchiglie nelle tubature a mare dell’allora neonata “piattaforma di lancio spaziale” italiana San Marco, appunto lì al largo di Malindi localizzata. 

E il malditesta a tamburbattente?
I neri operai locali a bordo della piattaforma spaziale – di fatto “riciclata” da trivellazioni per ricerca di combustibili – ogni volta che arrivava un “illustre ospite”, ne approfittavano per far festa in suo onore.
Quindi organizzarono la festa pure per me. Cui ritenni, ovviamente, di partecipare nonostante il “mostruoso” malditesta che m’aveva assalito.
Al capovillaggio che mi faceva gli onori di casa, confessai che non avrei potuto essere “brillante”  come avrei voluto  e com’era giusto aspettarsi, in quanto vittima di “mostruoso malditesta”.
Tranquillamente il capovillaggio m’invitò a piazzarmi seduto proprio diametralmente a un loro tamburo delle dimensioni da grancassa.

Ebbene: quando il gigantesco tamburo cominciò a rimbombare per l’avvio della festa, assieme a lui io sentii vividamente rimbombare il mio torace, da cui parve salir su un flusso liberatorio che spazzò materialmente via all’istante il malditesta.  

Oscure magie dei tamtam dell’Affrica più nera?
Per niente affatto: un ben intonato vibromassaggio neurocircolatorio, tale da sbloccare i vasi sanguigni contratti nel dolente cranio.
Razionalissima spiegazione condivisa, prima di mettermi a scrivere quest’articoletto, dall’amico Emerito Cefalalgologo professor Giuseppe Nappi.
Ed è per un altro caro amico di sempre, il fisico&medico professor PierGiorgio Spaggiari, che già più di dieci anni fa ho organizzato un incontro Stampa che avevo già intitolato “Vibrazioni: non iniezioni”.
Vibrazioni indirizzate terapeuticamente nell’organismo – sono oramai all’ordine del giorno, in alternativa ad altre terapie “invasive”.
Certo: inizialmente si sono fatte strada in alternativa a quelle già esistenti, ma adesso sono pienamente integrate nella Medicina: non contro ma assieme.

Marciano assieme a suon di tamburo, per cacciar via “integralmente” i nemici della Salute.

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Sergio Angeletti

Sergio Angeletti

Presidente vicario dell'ASMI­ - Associazione Stampa Medica Italiana nell'FNSI­ - Federazione Nazionale Stampa Italiana. Maggiori info sul nostro collaboratore
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