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Nutrire il cervello con la Nutraceutica Brain Correct

Nutrire il cervello con la Nutraceutica Brain Correct
Tempo di lettura: 4 minuti

La Nutrizione umana è direttamente correlata allo stato di benessere del cervello e viceversa l’alimentazione influenza la crescita e l’equilibrio del cervello.

Lo sviluppo della ricerca è pertanto proteso al potenziamento delle conoscenze sia di base che applicative che mettano in luce gli alimenti e gli stili di vita che meglio e più efficacemente incidono sulle performances cerebrali ed il benessere psicofisico, riuscendo altresì ad impattare i meccanismi molecolari della neurodegenerazione coinvolti nel determinismo patogenetico dell’invecchiamento, incluso le malattie neurodegenerative.

La Nutraceutica

La nuova frontiera è la Nutraceutica, ovvero lo studio di alimenti che hanno un impatto positivo sulla healthy life/’vita sana’ fino all’healthy aging/’sano invecchiamento’. Gli alimenti nutraceutici vengono anche definiti alimenti funzionali o alimenti-farmaco.

La nutraceutica consiste quindi nello studio di alimenti, o componenti di essi, che hanno una funzione benefica sulla salute umana sia in termini di prevenzione che di diretto effetto terapeutico.

L’invecchiamento

In un’ampia varietà  di situazioni patologiche, come l’ischemia, il diabete, l’arteriosclerosi ed i disordini neurodegenerativi, un ruolo patogeno primario gioca la produzione di varietà altamente attive/reattive di ossigeno molecolare col conseguente effetto dannoso sui nostri sistemi biologici , compresi quelli che compaiono comunque fisiologicamente, durante i naturali processi d’ invecchiamento.

E l’invecchiamento in particolare del sistema nervoso centrale è, alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche, un fenomeno caratterizzato da una deplezione delle cellule neuronali che colpisce con differente severità le strutture anatomiche che  lo costituiscono.

In questi ultimi anni è stato affrontato con particolare attenzione il problema del sistematico calo numerico/’deplezione’ dei neuroni quale conseguenza dello stress ossidativo, quest’ultimo conseguenza della produzione di radicali liberi nell’organismo. Fondamentalmente l’ipotesi scaturisce dall’osservazione che le aree cerebrali che si dimostrano particolarmente suscettibili all’invecchiamento sono quelle che in parallelo mostrano, con più evidenza rispetto altri centri nervosi, i segni di vulnerabilità delle loro difese antiossidanti all’azione appunto dei radicali liberi.

In generale, il sistema nervoso centrale, rispetto ad altri organi o apparati è particolarmente vulnerabile ai danni da radicali liberi per una serie di fattori: a) è un organo che utilizza da solo ben il 20 per cento della domanda totale di ossigeno dell’organismo, b) ha un basso corredo di difesa antiossidante e c) addirittura possiede, rispetto ad altri tessuti dell’organismo, un alto contenuto di substrati invece autossidabili, quali catecolamine ed acidi grassi polinsaturi.

Nutraceutici ‘brain correct’: dove li troviamo

Omega-3 & Omega-6:

si tratta di acidi grassi polinsaturi detti ‘essenziali’ poiché, data l’incapacità del nostro organismo di sintetizzarli/’produrseli in proprio’, devono obbligatoriamente essere introdotti con la dieta. Le migliori fonti alimentari di omega-3 sono i pesci dei mari freddi, acque profonde, montane quali sardine, aringhe, sgombro (“pesce azzurro”), salmone, merluzzo, tonno; eppoi l’olio ed i semi di lino.  Il caratteristico odore del pesce deriva da loro. Buone fonti di omega-6 sono gli oli di semi, la frutta secca ed i legumi.

Acido ascorbico o Vitamina C:

ne sono buone fonti alimentari: agrumi, kiwi, pomodori, peperoni, cavoli e broccoli crudi, rucola, lattuga da taglio, spinaci crudi, radicchio verde.

Acido folico o Vitamina B9:

contenuto in elevata quantità in alcuni tipi di frutta (kiwi, agrumi, fragole) e verdura (asparagi, broccoli e legumi), oltre che nel fegato. L’adeguato apporto di acido folico è indispensabile per la prevenzione di gravi malformazioni neonatali, in particolare a carico del tubo neurale/’midollo spinale’: esempio ‘spina bifida’.

Antocianine:

appartengono ai cosiddetti bio- flavonoidi, molto diffuse nel Regno vegetale, conferiscono a frutta e verdura colorazioni che vanno dal rosso-arancio al blu-violetto: contenute in elevate quantità in frutti di bosco, uva nera, arancia rossa, pompelmo rosso, melanzana, cavolo rosso, mais rosso e mais nero.

Carotenoidi:

classe di nutraceutici che comprende betacarotene, licopene e luteina, precursori della Vitamina A. Sono presenti in frutta e verdura di colore arancione, giallo o rosso e a foglia verde; il beta-carotene, oltre che nelle carote, si trova in elevate quantità in albicocche e peperoni. Il licopene, dalla forte azione antiossidante e antitumorale, oltre che nel pomodoro e suoi prodotti (salsa, concentrato, passata, etc.), è contenuto in buone quantità anche in anguria e papaia. Il suo assorbimento è favorito dalla contemporanea assunzione di lipidi quali l’ olio d’oliva (ad ulteriore sostegno della dieta mediterranea….).

Polifenoli:

costituiscono un gruppo eterogeneo di sostanze naturali: fenoli semplici, flavonoidi e tannini. Si tratta proprio delle molecole antiossidanti più rappresentate del regno vegetale: abbondano soprattutto nella frutta e verdura fresca, ma puree nel , nel vino, nel cacao e derivati. Le  loro proprietà possono essere riassunte in antiossidanti, antiaterogeni, antinfiammatorie e antibatteriche.

Isoflavoni:

composti di origine vegetale, fanno parte anch’essi, come le antocianine, dei bioflavonoidi, ma sono privi di colore e presenti quasi esclusivamente nelle leguminose: i semi della soia ed i suoi prodotti ne costituiscono un’ importante fonte dietetica. Ma comunque si trovano anche in lenticchie, fagioli, piselli, fave e ceci, come pure in cereali integrali, quali grano, riso, orzo, segale e avena.

Resveratrolo:

polifenolo dall’elevata proprietà antiossidante, con accertate funzioni protettive contro le malattie cardiovascolari. Si trova nella buccia dell’uva e nel vino, in percentuali maggiori in quello vino rosso, ma più biodisponibile/’assorbibile’ nel bianco.

Steroli vegetali:

noti anche come “fitosteroli”, si trovano principalmente nella frutta a guscio (pistacchi, nocciole, noci, mandorle), nei semi di sesamo e girasole, negli oli di germe di grano, mais, colza, nei cereali (crusca e germe di frumento, grano saraceno), nonché, ma in misura minore, nella frutta e nella verdura fresche: come cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli ed olive nere) e nei legumi. Hanno un ruolo nella riduzione dei livelli di colesterolo e, di conseguenza, nella prevenzione delle patologie cardio-cerebrovascolari.

Teanina e teine:

posseggono una buona funzione stimolante e antistress; presenti nel tè.

Fibra alimentare:

sebbene priva di valore nutritivo, e non potendosi pertanto considerare un cibo, la fibra alimentare esercita effetti di tipo funzionale e metabolico che la rendono un importante componente della dieta umana: nell’intestino tende a formare un composto gelatinoso in grado di rallentare l’assorbimento di glucidi e lipidi, con riduzione dei livelli di colesterolo e, conseguentemente, del rischio di malattie cardiocerebrovascolari.

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Sergio Angeletti

Sergio Angeletti

Presidente vicario dell'ASMI­ - Associazione Stampa Medica Italiana nell'FNSI­ - Federazione Nazionale Stampa Italiana. Maggiori info sul nostro collaboratore
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