home page

Può una pillola renderci più giovani?

Può una pillola renderci più giovani?
Tempo di lettura: 2 minuti

La StartUp resTORbio sta conducendo delle ricerche per trovare un farmaco in grado di fermare definitivamente l’invecchiamento delle cellule immunitarie

Il passato

Nel 2014 l’azienda farmaceutica Novartis  aveva condotto uno studio per scoprire se la somministrazione di piccole dosi di un farmaco chiamato Everolimus alle persone con più di 65 anni potesse aumentare l’efficacia dei vaccini anti-influenzali. I risultati sono stati positivi solo per il 20% dei partecipanti. Ciò che più ci interessa però, è che dietro questo studio si nasconde una domanda più grande: esiste un farmaco capace di fermare o rallentare i sintomi della vecchiaia?

Il farmaco che la Novartis aveva testato era un derivato della Rapamicina, un composto scoperto per la prima volta in un batterio nativo dell’Isola di Pasqua. Sembra che l’assunzione di Rapamicina sia considerato il modo più funzionale per posticipare la morte: questo è ciò che è emerso da uno studio condotto in laboratorio sugli animali. I topi a cui era stata somministrata la Rapamicina, hanno infatti vissuto una vita del 25% più lunga della media.

Tuttavia, fino ad oggi, non esiste alcuno studio che dimostri che la Rapamicina o altri farmaci siano in grado di influire sulla longevità di una persona. Per svariati motivi, le compagnie farmacologiche non si sono mai interessate a perseguire un trattamento anti-invecchiamento, e non esiste una linea di sviluppo precisa da poter seguire, dal momento che l’invecchiamento non è mai stato considerato come una malattia da curare.

Il presente

Recentemente però, molti attori attivi nel settore farmacologico hanno iniziato ad interessarsi all’argomento, e alcuni ricercatori della Novartis hanno condotto uno studio sulle persone. Essi infatti hanno somministrato l’Everolimus ad alcuni anziani che in Australia e Nuova Zelanda dovevano sottoporsi a un vaccino anti-influenzale. Il team ha constatato che il sistema immunitario dei partecipanti allo studio ha risposto al vaccino con maggior vigore, quasi come se fosse ringiovanito.

Tuttavia, ad inizio anno la Novartis ha dichiarato che le ricerche sui farmaci anti-invecchiamento non rientravano più tra le sue priorità, e a Marzo ha venduto alla PureTech Health la licenza di due molecole farmacologiche e il diritto di utilizzarle contro i disturbi dovuti all’invecchiamento. La PureTech Healt inoltre ha fondato una società StartUp, resTORbio , con l’obiettivo di cercare farmaci efficienti in grado di ringiovanire le cellule immunitarie invecchiate.

Il futuro

L’amministratore delegato della resTORbio, Chen Schor, non vuole dichiarare espressamente quale sia la direzione precisa seguita dalla società, ma è certo che essa si stia impegnando per trovare una soluzione definitiva all’invecchiamento delle cellule immunitarie delle persone.

I ricercatori proveranno ad utilizzare il farmaco testato dalla Novartis per invertire quel processo chiamato immunosenescenza, responsabile del declino della qualità della vita degli anziani.