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Social network e disturbi alimentari per la rincorsa alla “perfezione”

Social network e disturbi alimentari per la rincorsa alla “perfezione”
Tempo di lettura: 3 minuti

La Rete è ricca di comunità virtuali pro-ana e pro-mia che suggeriscono come avvicinarsi al disturbo alimentare, ma i social network hanno anche dei lati positivi: l’esperienza di Nutrimente Onlus.

 

Oggi i disturbi alimentari si presentano già a partire dagli 11 anni con un’incidenza per anoressia nervosa tra lo 0,2 e lo 0,8%, bulimia nervosa intorno al 3% e disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (DCA-NAS) tra il 3,7 e il 6,4%. Questi disturbi sono la seconda causa di morte negli adolescenti dopo gli incidenti stradali.

 

IL FENOMENO PRO ANA E PRO MIA

 

È sempre più forte quindi la necessità di fare prevenzione, avvicinandosi a quella che è la realtà dei giovani ovvero internet. Nel web possiamo trovare siti pro-ana e pro-mia (a favore dell’anoressia e della bulimia), che danno suggerimenti su come si possa entrare nel disturbo alimentare. Non sono altro che la personificazione dell’anoressia nervosa rappresentata come un’amica molto cara, da assecondare perché modello di bellezza perfetto. 
Il fenomeno è presente da qualche anno e viene costantemente monitorato dalle autorità competenti. Questi portali vengono spesso segnalati e chiusi in quanto pericolosi, perché istigano all’emulazione e quindi all’utilizzo di comportamenti alimentari nocivi da seguire come regole di una religione che porta alla punizione se non seguite.

SOCIAL NETWORK E DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

 

Oggi l’evoluzione dei siti internet sono i social network, ambienti digitali che amplificano a dismisura l’audience e la visibilità e quindi sono ancora più pericolosi rispetto alla velocità e portata di divulgazione. I social vanno a stimolare  comportamenti  di imitazione che inducono il perseguimento di immagini poco realistiche di estrema magrezza. Si trovano ad esempio profili di Instagram con immagini di corpi magrissimi e frasi che incitano di resistere alla fame, oppure gruppi chiusi su Facebook dove ci si scambiano consigli per raggiungere la “perfezione”. 
Sia il web che i social network in realtà hanno anche un lato positivo: come è facile che un fenomeno negativo si espanda a macchia d’olio, così accade anche per un fenomeno positivo. Le storie di ragazze uscite da disturbo alimentare ad esempio,  possono diventare fonte di ispirazione per altre persone. Negli ultimi tempi infatti sono molti gli esempi che si trovano sul web video o articoli, blog o interviste, di ragazze che raccontano di essere guarite grazie anche al supporto ricevuto dai followers.

 

RACCONTARSI: IL LATO POSITIVO DEI SOCIAL NETWORK

 

La solitudine percepita all’interno del disturbo alimentare, attraverso la ricerca di vicinanza virtuale, può portare queste ragazze a chiedere e soprattutto a trovare aiuto in gruppi di “seguaci virtuali” che, pur non conoscendosi, offrono supporto attraverso commenti positivi solo perché lo si vuole o perché si vogliono condividere difficoltà simili. Le foto postate inizialmente sono di quello che mangiano e nei commenti raccontano come stanno. Successivamente si espongono e pubblicano foto del “prima ed ora” per condividere i successi. 
Condividere queste storie e utilizzare i social network o la rete come strumenti per divulgare la possibilità di guarigione, è una forma di sensibilizzazione e prevenzione al passo dei tempi, fatta tutta dai giovani per i giovani, che si auto-genera e auto-mantiene. Questo fenomeno si può sfruttare inserendosi nella realtà virtuale, creando pagine Facebook e profili Instagram di associazioni e realizzando campagne di sensibilizzazione che raggiungano e coinvolgano i giovani.

NUTRIMENTE ONLUS, QUANDO LA SENSIBILIZZAZIONE PASSA ANCHE ATTRAVERSO I SOCIAL

La nostra associazione Nutrimente Onlus è molto attiva sui social. Abbiamo una pagina Facebook (nutrimente.ass) molto seguita e un profilo Instagram (nutrimente.ass) che utilizziamo per divulgare i nostri progetti.  Abbiamo lanciato più campagne di sensibilizzazione, la più importante attraverso l’hashtag #guarireé. Il progetto consiste nel farsi una foto con un foglio bianco con su scritto che significato ha la guarigione. Lo scopo è quello di spostare l’attenzione sulla guarigione perché #guarireé possibile. A questa campagna hanno partecipato numerose pazienti e non solo. 
Il web non è soltanto un mondo pericoloso, da tenere costantemente monitorato. Oggi sta diventando anche un luogo dove la comunità offre un supporto sempre più forte  per guarire e superare  le problematiche. 
Quindi l’obiettivo delle associazioni che lavorano nell’ambito della salute mentale dei giovani o adolescenti, deve essere anche quello di fare prevenzione non solo andando nelle scuole o nei centri di aggregazione, ma utilizzando anche gli strumenti che loro adoperano, adeguando il linguaggio al loro.  

Dott.ssa Elena Tugnoli

Psicoterapeuta responsabile della comunicazione per Nutrimente

 

 

Per approfondire ulteriori temi, vedi QUI lo “Speciale prevenire la depressione 2016”