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Attenti ai falsi profeti

Attenti ai falsi profeti
Tempo di lettura: 3 minuti

Internet ha reso libera l’informazione ed ha creato un nuovo concetto di “condivisione gratuita del sapere” e questo è un dato di fatto. Dall’altra parte, invece, si è generato un sistema caotico nel quale l’utente fa fatica a capire quando una notizia è reale e quando non lo è.

 

Siti di informazione, blog e altri canali sociali nascono e muoiono ogni giorno in rete, tutti con lo stesso scopo: cercare di dare una informazione “indipendente”, o almeno ci provano, spesso non analizzando le notizie con il giusto spirito critico. 

Insomma, questo pezzo vuole essere una serie di linee guida su come distinguere le notizie vere dalle cosiddette bufale.

 

Blog: tra informazione genuina e plagio

I blog hanno raggiunto il loro picco nella metà del 2000 e sono sopravvissuti all’avvento dei social network (che, anzi, hanno avuto un effetto catalizzatore), oggi alcuni di questi vengono considerati delle “fonti di informazione alternativa” ai mass media. 
Tuttavia, in rete circolano blog (che oramai assomigliano più a magazine) che vogliono non solo sostituirsi ai mezzi di comunicazione più classici (es. i quotidiani) ma si vantano di essere “indipendenti” e di fare “vera informazione”. 

Ma non sempre è così. Nella maggior parte delle volte, analizzando i testi, si è scoperto che buona parte di quanto viene pubblicato è plagio, un copia/incolla con qualche modifica, da altri siti che hanno fatto la stessa cosa. 
Possiamo paragonare, quindi, il sistema a quel vecchio gioco che facevamo da bambini (almeno quelli della mia generazione): il telefono senza fili. 
Il primo bambino suggeriva una parola all’orecchio dell’altro, il quale doveva ripeterla al bambino successivo; spesso e volentieri la parola di partenza e quella finale non coincidevano.

Tuttavia, il sistema che si innesca nel web è ben più pericoloso rispetto ad un gioco innocente. Parti di testo vengono stravolte o tagliate, per dare un senso più idoneo alla propria linea di pensiero; quello che ne viene fuori è un testo che non ha nulla a che fare con l’originale, con notizie fuorvianti e non controllate. 

Certo, sono in pochi i blogger a controllare che la notizia che stanno per condividere sia fondata o meno, troppi coloro che ragionano nell’ottica del sensazionalismo e nel dare all’utente quello che vuole sentirsi dire. 
Lo scopo? Fare visite e incassare qualche spicciolo dalla pubblicità. 

Sul fronte della salute, le cose non sono rosee. 

Ci sono blog e blog. Quelli di professionisti che scrivono delle loro materie di competenze e quelli a cui interessa parlare di qualcosa, copiando ed incollano materiale preso a destra e a manca. 
Insomma, tanti contenuti, molta disinformazione e poca informazione genuina.

Qualche consiglio per orientarsi

 

Di fronte al caos delle informazioni che ci giungono a valanga tra social network, app, rss, newsletter, ecc. è l’utente che deve saper distinguere se quanto sta leggendo sia credibile o meno. 
Facile a dirsi, ma come fare se non si ha una competenza specifica?

Ecco un paio di suggerimenti: 

Valutare il sito in cui siamo: È una testata o un sito di “informazione indipendente” non strutturato? Guarda un po’ di articoli, guarda in quanti scrivono (comprendere così se è strutturato o meno), assicurati che ci siano articoli con la firma di chi lo ha scritto (non tutti possono essere di “redazione”).

Chi scrive conosce le basi della grammatica? Da questo non si scappa, un professionista cura la scrittura, non mette puntini di sospensione ovunque, non scrive tutto in maiuscolo e, soprattutto, usa un solo punto esclamativo e un solo punto di domanda. 

È super partes? Chi scrive deve essere “al di sopra delle parti”, altrimenti lo deve scrivere chiaramente “in questo blog scrivo quello che penso e non lo spaccio per una notizia, sei stato avvisato!”. 

Controllare le fonti: Tanti siti e blog hanno contribuito a rendere virali contenuti falsi.
Ad esempio, se un sito pubblica una notizia relativa una scoperta scientifica o una terapia alternativa, controllare che vi sia un link che rimandi allo studio o alla pubblicazione scientifica, che vi siano dati reali e non solo ipotesi. 

Essere critici: Non frequentiamo solo siti che ci danno le risposte che vorremmo sentire. È fondamentale analizzare ogni punto sopra descritto e non accontentarsi di credere al contenuto perché “la pensa come me” o “ho sempre avuto il sospetto che fosse così”.

Controllare sia i siti che parlano bene che quelli che parlano male cercare sempre di leggere più punti di vista, soppesare le argomentazioni a sostegno delle diverse tesi. E’ un buon modo per farsi un’idea il più verosimile possibile circa l’attendibilità o meno di certe affermazioni. Soprattutto se intendete poi compiere delle azioni collegate a quanto letto.

In breve, fate attenzione a quello che viene condiviso e non fermatevi al titolo e all’occhiello, ma leggete tutto il testo.

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Nicola Cappello

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Web Analyst e Web Strategist. Maggiori info sul nostro collaboratore
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