Siamo abituati a pensare al cibo in termini di calorie, grammi o piaceri del palato. Tuttavia, la medicina funzionale ci invita a un cambio di paradigma radicale: ogni boccone è, in realtà, un messaggio biologico inviato al nostro organismo.
di Monica Mazzoleni
In questa intervista, la Dott.ssa Manuela Dursi, biologa nutrizionista ed esperta di nutrizione funzionale, ci guida alla scoperta di come le nostre scelte alimentari modulino ormoni, espressione genica e salute cardiovascolare.
L’errore dell’eccesso: tra confusione e infiammazione
Nonostante la sovrabbondanza di informazioni nutrizionali, le patologie legate all’infiammazione cronica sono in aumento. Secondo la Dott.ssa Dursi, il problema risiede proprio nella mancanza di filtri: “Abbiamo ridotto il cibo a trend e calorie, dimenticando che è uno strumento biologico potente. Spesso mangiamo sotto stress alimenti ultra-processati in cui non c’è nulla di ‘vero’, mantenendo costantemente elevati i livelli di insulina e lo stato infiammatorio”.
La cellula “ascolta” il pasto
Cosa accade realmente dopo aver mangiato? La nutrizione funzionale insegna che ogni pasto attiva risposte ormonali precise (insulina, leptina, grelina, cortisolo) che decidono il destino metabolico della cellula.
“Il corpo risponde in modo coerente agli stimoli che forniamo”, spiega la dottoressa. “Possiamo inviare un segnale di stabilità ed equilibrio oppure un ordine di accumulo e stress metabolico. La conoscenza della nostra biologia è la vera base di ogni percorso di autoguarigione”.
Proteggere Cuore e Cervello: I Nutrienti Chiave
Cuore e cervello condividono la medesima salute vascolare. Per proteggere questo asse integrato, la Dott.ssa Dursi identifica alcuni pilastri fondamentali:
- Omega-3 (DHA): Essenziali per l’integrità delle membrane cellulari e la protezione dell’endotelio.
- Polifenoli: Presenti nell’olio extravergine d’oliva e nei frutti di bosco, per un’azione antiossidante mirata.
- Grassi Saturi di qualità: Derivanti da animali allevati al pascolo (grass-fed), necessari per la stabilità delle membrane neuronali, purché non associati a zuccheri raffinati.
- Proteine Nobili: Fondamentali per la sintesi dei neurotrasmettitori e per la resilienza cognitiva.
Il peso dell’instabilità glicemica
Uno dei punti critici evidenziati nell’intervista riguarda i picchi glicemici. Quando la glicemia sale e scende repentinamente, il corpo interpreta queste variazioni come una minaccia, attivando cortisolo e adrenalina. Questo circolo vizioso non solo genera ansia e irritabilità, ma riduce la chiarezza mentale e crea una vera dipendenza dagli zuccheri, logorando nel tempo il sistema nervoso simpatico.
L’intestino: la centrale della comunicazione
L’intestino non è solo una “metafora” del secondo cervello, ma una realtà biologica che ospita il 70% del nostro sistema immunitario. Una barriera intestinale permeabile permette il passaggio di molecole pro-infiammatorie nel sangue, alimentando infiammazioni sistemiche che colpiscono cuore e cervello.
“Curare l’intestino è la prima cosa che faccio con i miei pazienti”, afferma la Dott.ssa Dursi. “Dallo stress alla stanchezza cronica, fino alla depressione: molti stati emotivi hanno le loro radici in un microbiota squilibrato”.
Consigli Pratici per la Salute Sistemica
Per preservare la salute a lungo termine, la medicina funzionale suggerisce alcuni gesti semplici ma efficaci:
- Rispettare i Ritmi Circadiani: La distribuzione temporale dei pasti è fondamentale per permettere al corpo di attivare processi cellulari come l’autofagia.
- Scegliere “Cibo Vero”: Privilegiare alimenti integri e di qualità, riducendo drasticamente i prodotti raffinati.
- Integrazione Consapevole: L’uso di integratori, come il magnesio, deve essere mirato. Esistono diverse forme (citrato per l’intestino, bisglicinato per il sonno, treonato per le funzioni cognitive) e la scelta deve essere sempre personalizzata.
In conclusione, la nutrizione funzionale non è una semplice dieta, ma un modello clinico che interpreta l’alimentazione come uno strumento di modulazione dei sistemi fisiologici. “Siamo ciò che mangiamo”, ricorda la Dott.ssa Dursi, e imparare a inviare i messaggi corretti alle nostre cellule è il primo passo verso una longevità in salute.
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Monica Mazzoleni
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