Azione rimineralizzante dell’equiseto

Azione rimineralizzante dell’equiseto
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L’equiseto è una pianta molto diffusa in Europa e nota sin dai tempi più antichi, in quanto le sue virtù rimineralizzanti erano conosciute sin dal XVI secolo.

E’ comunemente chiamata “coda cavallina” per l’aspetto filiforme dei suoi rami.
L’equiseto ha un buon contenuto di silicio organico, un minerale fondamentale per la formazione dell’osso, ma anche di potassio e di particolari flavonoidi, che sono responsabili dell’incremento della diuresi, motivo per il quale viene anche utilizzato come diuretico.

L’equiseto è quindi indicato in ogni situazione di demineralizzazione (osteoporosi, tendenza a cedimenti di organi, artrosi, fratture, facilità alle distorsioni, fragilità di unghie e capelli, guarigione di ferite, se usato localmente).
L’azione diuretica dell’equiseto è invece utile negli edemi, nella ritenzione idrica e nell’eliminazione delle scorie metaboliche, quali urea, ac. urico e nicotina, fornendo, quindi, anche con un effetto depurativo.

Recenti studi hanno dimostrato che la sua ricchezza di minerali stimola la sintesi del collagene contenuto nei tessuti ossei e connettivi e favorisce, quindi, la riformazione delle cartilagini nel corso delle malattie articolari, migliorando la mobilità articolare.
Il silicio facilita anche la saldatura delle fratture ed il riformarsi del callo osseo e migliora sensibilmente l’elasticità tendinea.

In associazione con l’artiglio del diavolo è utilissimo nelle artrosi e nelle tendiniti, in quanto le sue proprietà vengono potenziate dall’azione antinfiammatoria dell’artiglio del diavolo, che è ricco di glucoirinoidi, con spiccata azione antinfiammatoria e analgesica.

Quest’ultimo è utilissimo per dolori alle grandi articolazioni, come anca, ginocchio e colonna vertebrale e, appunto, nelle tendiniti.
E’ un potente antinfiammatorio senza avere effetti negativi a carico dello stomaco (a differenza degli antinfiammatori classici).

Associato all’olio di fegato di merluzzo, invece, l’equiseto antagonizza la decalcificazione e l’osteoporosi.
L’olio di fegato di merluzzo, infatti, ricco di vitamina D, aiuta a fissare il calcio nelle ossa, contribuendo al consolidamento ed alla conservazione della massa ossea anche dopo la menopausa.

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Paola Padulli

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