Quanto i batteri intestinali condizionano i nostri gusti e l’umore?

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Secondo uno studio i batteri gastrointestinali manipolano i nostri comportamenti alimentari, influenzando le nostre scelte per soddisfare i loro bisogni.

 

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Bioessays il gusto e il senso di fame sarebbero influenzati dai batteri intestinali in base al contenuto di nutrienti che consentono loro di crescere più agevolmente. Alcune specie batteriche preferiscono i cibi grassi, altre i carboidrati trasmettendo i loro desideri al nostro cervello, che prontamente esaudisce i comandi.
Non è ancora chiaro esattamente come avvenga, ma si ritiene che questa variegata comunità di microbi possano influenzare le nostre decisioni attraverso il rilascio di specifiche molecole presenti nell’intestino che, collegato al sistema immunitario, endocrino e nervoso, condiziona le nostre risposte comportamentali e fisiologiche. 

I batteri presenti all’interno dell’intestino sono manipolativi e guidano il comportamento e l’umore delle persone alterando i segnali neurali del nervo vago, cambiando i recettori del gusto, producendo tossine che ci fanno stare male o al contrario rilasciando molecole che ci danno un senso di appagamento”, ha spiegato la dottoressa Athena Aktipis, coordinatrice della ricerca.  
Certamente ottimizzare l’equilibrio con il nostro intestino ci potrebbe consentire di condurre una vita più sana, limitando obesità e sovrappeso; infatti i  batteri intestinali sfruttano i nostri gusti alimentari per soddisfare i loro bisogni, alcuni in linea con i nostri obiettivi nutrizionali, altri invece decisamente lontani, come afferma Carlo Maley, coautore della ricerca. 

Questa influenza appare reciproca: modificando opportunamente la dieta, è possibile infatti alterare la composizione del microbioma intestinale, già dopo solo 24 ore.

Per verificare le loro teorie, gli autori stanno già progettando future linee di ricerca prevedendo la manipolazione del microbioma attraverso modifiche dietetiche, trapianti fecali, utilizzo di probiotici selezionati e di antibiotici mirati volti a sopprimere solo la flora batterica obesogena.

 

Fonti:
Joe Alcock, Carlo C. Maley, C. Athena Aktipis: “Is eating behavior manipulated by the gastrointestinal microbiota? Evolutionary pressures and potential mechanisms”,  Bioessays, 2014
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