Il diabete aumenta il rischio di cancro: scoperti i meccanismi molecolari e (forse) farmaci efficaci nella prevenzione

Il diabete aumenta il rischio di cancro: scoperti i meccanismi molecolari e (forse) farmaci efficaci nella prevenzione
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Le persone che soffrono di diabete di tipo 1 o di tipo 2 hanno un rischio maggiore di sviluppare alcune forme di cancro. Nuovi studi hanno aperto la strada a comprendere i meccanismi alla base di questa correlazione e a trovare farmaci efficaci.

Perché le persone con diabete di tipo 1 o di tipo 2 hanno un rischio maggiore di sviluppare alcune forme di cancro? Recentemente un gruppo di ricercatori ha scoperto che il DNA subisce più danni e viene riparato meno spesso quando i livelli di zucchero nel sangue sono più elevati del normale. E questo aumenta il rischio di cancro.

“È noto da molto tempo che i diabetici presentano un rischio di 2,5 volte superiore alle persone non diabetiche di sviluppare determinati tipi di tumore”, afferma il dott. John Termini, del Centro di Ricerca per il Cancro e il Diabete City of Hope, in California. 

Le tipologie di tumori più frequenti nei diabetici

Le tipologie di tumori più frequenti nelle persone diabetiche comprendono: tumore ovarico, tumore al seno e tumore al rene. Il punto cruciale è che l’incidenza di diabete sta aumentando in tutto il mondo occidentale e questo lascia presagire che dovremo aspettarci anche un aumento di questi tipi di tumori.

Sebbene la correlazione tra diabete e tumore sia nota da tempo, i meccanismi con cui alti livelli di zucchero nel sangue favoriscano l’insorgenza del cancro sono ancora poco conosciuti.

Fino ad oggi gli scienziati hanno ipotizzato che la causa stesse nella disregolazione ormonale. Nei processi di regolazione del glucosio come è noto è coinvolta l’insulina, un ormone che tuttavia ha anche altri compiti tra cui quello di stimolare la crescita delle cellule e quindi, probabilmente, anche delle cellule tumorali.

Inoltre la maggior parte delle persone con diabete di tipo 2 sono in sovrappeso e il loro tessuto adiposo in eccesso produce livelli più elevati di adipochine, ossia ormoni che promuovono l’infiammazione cronica, anch’essa collegata al cancro.

Le nuove scoperte sull’interazione tra glucosio e DNA

Il dott. Termini ed il suo gruppo di ricerca sostengono tuttavia che ci possano essere altre cause che si sommano a quelle ormonali. L’ipotesi era che i livelli elevati di glucosio nel sangue dei diabetici potessero danneggiare il DNA fino a favorire la nascita di cellule tumorali.

Grazie a minuziose ricerche l’ipotesi ha trovato conferma, i dott. Termini infatti ha scoperto, sia nei topi che negli esseri umani, dei particolari danni del DNA, chiamati “addotti” (per la precisione N 2-(1-carbossietil) -2′-desossiguanosina, o CEdGche) che sono molto più frequenti nei soggetti diabetici che in quelli sani. Inoltre i ricercatori hanno osservato che alti livelli di glucosio interferivano con il processo di riparazione cellulare “L’esposizione a livelli elevati di glucosio porta sia alla formazione di addotti del DNA, sia alla soppressione della loro riparazione, azioni che insieme potrebbero causare instabilità del genoma e cancro”, afferma il dott. Termini.

Dati confermati anche nell’uomo

Di recente, Termini e colleghi hanno completato uno studio clinico che ha misurato i livelli di CEdG, nonché la sua controparte nell’RNA (CEG), nelle persone con diabete di tipo 2. Come nei topi, le persone con diabete avevano livelli significativamente più alti sia di CEdG che di CEG rispetto alle persone senza la malattia.

Ma la squadra non si è fermata qui. Volevano determinare le ragioni molecolari per cui gli addotti non venivano riparati correttamente dalle cellule. Hanno identificato così due proteine che sembrano essere coinvolte: il fattore di trascrizione HIF1α e la proteina di segnalazione mTORC1, entrambi mostrano una minore attività nei soggetti diabetici. 

Nuovi bersagli per nuovi farmaci

Secondo Termini, esistono già diversi farmaci che stimolano HIF1α o mTORC1. I ricercatori hanno ora in programma di vedere se questi farmaci riducono il rischio di cancro nei modelli di animali diabetici e, se i risultati saranno positivi, passeranno ai test sull’uomo. I farmaci candidati sono già chiari al dott. Termini: la metformina, un farmaco antidiabetico comune che aiuta a ridurre i livelli di glucosio nel sangue, stimola infatti anche la riparazione del DNA. “Stiamo esaminando la metformina in combinazione con farmaci che stabilizzano specificamente HIF1α o migliorano la segnalazione di mTORC1 in modelli animali diabetici” spiega Termini. Nel frattempo, un modo più immediato per i diabetici di ridurre il rischio di cancro potrebbe essere un migliore controllo della glicemia. “Sembra una soluzione così semplice, ma per la maggior parte delle persone è estremamente difficile mantenere il controllo glicemico”, afferma Termini.

I ricercatori presenteranno i loro risultati all’American Chemical Society (ACS) Fall 2019 National Meeting & Exposition.

Fonte:
American Chemical Society. “How diabetes can increase cancer risk: DNA damaged by high blood sugar.” – (https://www.acs.org/content/acs/en.html)

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