home page

La temperatura del volto segnala come sbagliamo nel valutare gli altri

La temperatura del volto segnala come sbagliamo nel valutare gli altri

Credit photo: Western Australian Museum

1 Condivisioni
Tempo di lettura: 2 minuti

È stato osservato, attraverso i cambiamenti di temperatura della pelle, l’influenza degli stimoli emotivi sui processi di inclusione e di esclusione sociale.

Ecco ciò che è emerso dallo studio effettuato dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia e pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences.

La ricerca ha studiato, attraverso la misurazione della temperatura facciale, come, a seconda degli stimoli emozionali che riceviamo, siamo indotti a includere o escludere gli altri dalla nostra sfera sociale.

Il principio dello studio

Il principio su cui si basa lo studio è che la temperatura della pelle è influenzata dal cambiamento dei muscoli e della microcircolazione che è controllata dal sistema nervoso vegetativo (detto anche autonomico) la cui attività è largamente indipendente dalla volontà.

Lo studio

Per dimostrare l’associazione tra i cambiamenti di temperatura facciale e il modo in cui percepiamo chi ci sta attorno, i ricercatori hanno presentato ai partecipanti stimoli affettivi di cui erano più o meno consapevoli, detti stimoli supraliminali e subliminali.

Quindi, hanno rilevato la reazione fisiologica provocata attraverso una termocamera, un dispositivo in grado di misurare con altissima sensibilità l’emissione di calore del corpo, attraverso sistemi avanzati di registrazione del segnale infrarosso detti functional Infrared Thermal Imaging (fITI).

È stata evidenziata una tendenza a categorizzare/percepire i volti estranei come più vicini alla nostra cerchia sociale in presenza di stimoli positivi e a considerarli come più lontani – se non addirittura a escluderli – in seguito a stimoli negativi. La categorizzazione sociale è il processo tramite il quale codifichiamo le altre persone comeingroup versus outgroup sulla base di diverse dimensioni (etnia, religione, ideologia) ed è un meccanismo cognitivo volontario fortemente influenzato dalle emozioni.

Le considerazioni

“I risultati di questo studio – dice Maria Serena Panasiti, ricercatrice presso il Dipartimento di Psicologia della Sapienza – sono rilevanti per la comprensione delle dinamiche intergruppo e degli indici fisiologici ad esse associati: le emozioni, la maggiore o minore consapevolezza percettiva degli stimoli e l’attivazione del sistema nervoso vegetativo influenzano largamente la tendenza a categorizzare gli altri come noi vs loro”.

Riferimenti:

Ponsi G, Panasiti MS, Rizza G, Aglioti SM.

Thermal facial reactivity patterns predict social categorization bias triggered by unconscious and conscious emotional stimuli. 

https://www.uniroma1.it/sites/default/files/Segnalazione%20dei%20media_0.pdfa lot of faces

Credit photo: Western Australian Museum

The following two tabs change content below.
1 Condivisioni