Antibiotici sempre meno efficaci, cosa fare? Intervista alla Sottosegretaria al Ministero della Salute

Antibiotici sempre meno efficaci, cosa fare? Intervista alla Sottosegretaria al Ministero della Salute
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Torneremo a morire di polmonite? L’antibiotico resistenza sta diventando un problema sempre più pressante, come siamo arrivati a questa situazione? Cosa stanno facendo i ministeri della salute per tutelare i cittadini? Intervista esclusiva all’On. Zampa, sottosegretaria al Ministero della Salute

Tempo fa avevamo pubblicato un’intervista al compianto prof. Luigi Allegra, che fu responsabile della Società Europea di Pneumologia, il cui titolo provocatorio era Torneremo a morire di polmonite?”.

Si tratta dei rischi collegati all’antibiotico resistenza, ossia il fenomeno per il quale i batteri si rafforzano contro gli antibiotici e quindi diventa più difficile combattere certe infezioni. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato delle previsioni preoccupanti Le morti causate da infezioni da batteri resistenti agli antibiotici saliranno alle stelle nei prossimi due decenni, insieme a enormi costi economici, senza un’azione immediata, ambiziosa e coordinata. Se non si interverrà le malattie resistenti ai farmaci potrebbero causare 10 milioni di morti ogni anno entro il 2050 e danni all’economia come catastrofici come nel 2008-2009 crisi finanziaria globale. Entro il 2030, la resistenza antimicrobica potrebbe causare fino a 24 milioni di persone in estrema povertà. Attualmente, almeno 700.000 persone muoiono ogni anno a causa di malattie resistenti ai farmaci, tra cui 230.000 persone che muoiono di tubercolosi resistente ai farmaci multiresistenti”.

Quali sono le cause di questi problemi e cosa fanno i governi per tutelare i cittadini da questi rischi?

Il dott Giovanni Abramo ha intervistato per Saluteuropa l’Onorevole Sandra Zampa, sottosegretaria al Ministero della Salute.

 

On. Sandra Zampa, sottosegretaria al Ministero della Salute

On. Zampa, come siamo arrivati ad una situazione così grave di antibiotico resistenza?

On. Zampa: Sostanzialmente siamo arrivati all’attuale situazione per tre distinti motivi: il primo riguarda l’uso indiscriminato degli antibiotici negli allevamenti intensivi di tutto il mondo; il secondo riguarda il rallentamento dell’Industria Farmaceutica Mondiale nel Discovery di nuovi Antibiotici, dovuto alla diminuita reddittività di questa classe di farmaci sul mercato globale; il terzo legato ad un’uso o meglio all’ abuso dell’Antibiotico terapia da parte della classe medica (senza aver precedentemente appurato attraverso l’analisi batteriologiche e relativo antibiogramma, la reale necessità e la specifica eventuale resistenza, e quindi l’uso appropriato dell’antibiotico efficace alla dose minima inibente).

Aggiungo una quarta ragione che ha a che fare con una cattiva informazione dei cittadini che, fanno uso di antibiotici anche per patologie come il comune raffreddore, sostenuto nella maggioranza dei casi da infezioni Virali, contro i quali gli Antibiotici non hanno alcun effetto terapeutico.

 

Può dirci qual è la situazione in Italia?

On. Zampa: In Italia, gli ultimi dati disponibili mostrano che i livelli di antibiotico-resistenza e di multi-resistenza nelle specie batteriche sotto sorveglianza sono ancora molto alti, evidenziando un importante problema di sanità pubblica. Infatti, nonostante gli sforzi per la riduzione del fenomeno, le azioni messe in campo finora in ambito nazionale (come lo sviluppo di protocolli in tema di strategie di lotta contro le infezioni correlate all’assistenza e strategie di controllo, la promozione di un uso appropriato degli antibiotici, la rilevazione della comparsa di nuovi meccanismi di resistenza, la valutazione degli effetti delle azioni intraprese per contrastare il fenomeno) sono risultate per il momento insufficienti a contrastarlo efficacemente.

 

E’ possibile identificare delle responsabilità? La carenza di nuovi antibiotici è dovuta a ragioni scientifiche o di interesse industriale?

On. Zampa: Come dicevo prima, il venire meno dell’interesse per questo segmento produttivo da parte dell’Industria Farmaceutica è dovuto alla fine delle coperture brevettuali che ha portato ad una diminuzione dei prezzi di vendita con beneficio della spesa pubblica.

Ma, in contemporanea, ragioni scientifiche pregnanti, quale la estrema carenza di farmaci con attività anti-Virale, hanno spostato la direzione degli investimenti  della Ricerca Farmacologica proprio su questi ultimi presidi terapeutici. Per fare degli esempi concreti cito la ricerca sui farmaci per la cura dell’AIDS e delle Epatiti Virali C e B, che ha avuto enorme impatto sulla Salute Pubblica.

 

Esiste ancora in Italia un problema di abuso di antibiotici?

On. Zampa: Si

 

Quali sono le procedure messe in atto per tutelare i consumatori da un abuso di antibiotici negli allevamenti di bestiame?

On. Zampa: Il Ministero della salute ha messo a punto un sistema integrato denominato “ClassyFarm” per la categorizzazione del rischio di sviluppare antibiotico-resistenza all’interno degli allevamenti. Che si basa sulla raccolta ed elaborazioni dei dati di diverse aree (salute e benessere animale,uso di medicinali,lesioni al macello)provenienti dalle attività del controllo ufficiale, dai sistemi informativi e banche dati già in uso al Ministero Salute e dalle attività di auto- controllo delle aziende di allevamento e macellazione.

 

Quali azioni da parte del Ministero della Salute sono state già intraprese e quali lo saranno nel breve periodo?

On. Zampa: Il Piano di contrasto dell’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, che costituisce un documento di indirizzo per il contrasto dell’antibiotico-resistenza a livello nazionale, regionale e locale, rappresenta un’occasione per un miglior coordinamento e per una maggiore incisività delle attività al fine di ottenere risultati significativi di miglioramento. Gli obiettivi generali della strategia includono la riduzione della frequenza delle infezioni da microrganismi resistenti e delle infezioni associate all’assistenza sanitaria in ospedale e in comunità. Nello specifico gli obiettivi principali sono misurati attraverso tre indicatori che le Regioni si sono impegnate a perseguire con Piani e programmi dedicati:

  • –  monitorare il consumo di antibiotici in ambito ospedaliero e territoriale;
  • –  promuovere la consapevolezza nella comunità nell’uso appropriato degli antibiotici;
  • –  definire un programma di sorveglianza e controllo delle infezioni correlate all’assistenza.


Per il raggiungimento di questi obiettivi sono necessari sistemi di sorveglianza che, sulla base di indicatori solidi, permettano di monitorare l’andamento delle resistenze e di fornire feed back a livello nazionale e locale. Un uso prudente degli antibiotici, la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e strategie di controllo rivolte a tutti i settori sanitari rappresentano azioni fondamentali contro la selezione e la trasmissione di batteri resistenti.

 

Ed infine On. Zampa cosa vede all’orizzonte, quali gli scenari più probabili?

On. Zampa: Per il futuro sono moderatamente ottimista ! Questa sfida ci vede fortemente impegnati per conseguire la vittoria finale!

 

Giovanni Abramo, nato a Maratea nel 1973. Sposato e padre di una meravigliosa bambina. Laureato in Scienze Biologiche presso l’Ateneo Federico II di Napoli, iscritto all’Ordine dei Biologi, oggi lavora nel controllo qualità di una azienda Farmaceutica. La passione per il giornalismo lo ha animato in tanti anni di collaborazioni con varie riviste tecnico scientifiche e continua ad animarlo.

 

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