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Autismo: un test oculistico potrebbe facilitarne la diagnosi

Autismo: un test oculistico potrebbe facilitarne la diagnosi
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L’analisi dei movimenti rapidi degli occhi potrebbe indicare un deficit in un’area del cervello molto importante per lo sviluppo sociale ed emozionale.

Secondo un nuovo studio pubblicato sull’European Journal of Neuroscience infatti, i movimenti degli occhi rappresentano una sorta di finestra su quella parte del cervello che gioca un ruolo chiave in molti disturbi neurologici, compreso l’autismo.

L’autismo

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da una vasta gamma di sintomi che variano da persona a persona, e che ne rendono molto difficile la diagnosi. Identificare il fenotipo specifico del disturbo è dunque un primo passo essenziale per arrivare a fornire una cura efficace.

Le saccadi

I movimenti degli occhi e il meccanismo attraverso il quale il cervello decide su cosa focalizzare l’attenzione, sono stati materia di studio dei ricercatori per decenni. I movimenti rapidi che facciamo quando spostiamo l’attenzione da un oggetto ad un altro, chiamati saccadi, sono essenziali per comprendere e interagire con il mondo circostante. Negli individui sani le saccadi sono molto veloci, precise e accurate e reindirizzano la vista da un punto di interesse ad un altro. La zona che controlla questi movimenti è il cervelletto, una parte del cervello ricca di neuroni, determinante per il controllo motorio, lo sviluppo sociale ed emozionale. Ci sono sempre maggiori prove che gli individui colpiti da autismo abbiano la struttura del cervelletto alterata.

Lo studio

Gli autori dello studio hanno condotto una serie di esperimenti per tracciare i movimenti degli occhi di alcune persone colpite da autismo, che sono state invitate a seguire un punto che appariva in diversi punti di uno schermo. Mentre gli individui sani non hanno problemi a reindirizzare la propria vista, nei partecipanti colpiti da autismo è stata rilevata una scarsa capacità di regolare i movimenti oculari, attribuibile a una disfunzione del cervelletto. Questa disfunzione inoltre spiegherebbe il motivo per cui gli autistici hanno problemi a comunicare e relazionarsi con gli altri.

L’applicazione

Se ulteriori ricerche confermeranno i risultati ottenuti da questo studio, dimostrando che le persone colpite da autismo hanno difficoltà nel regolare i movimenti rapidi degli occhi, sarà possibile diagnosticare la malattia con largo anticipo, soprattutto nei bambini.

 

Fonti:

https://www.urmc.rochester.edu/news/story/5102/eye-test-could-help-diagnose-autism.aspx

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ejn.13625/abstract