Stop stigma: 1°Dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS

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La diagnosi di HIV ad oggi significa qualcosa di molto diverso rispetto a 20 o 30 anni fa. L’HIV non è più una condanna a morte. 

Tuttavia, gli atteggiamenti delle persone possono rendere il rapporto che tutti abbiamo, sieropositivi e non consapevoli, con l’HIV davvero difficile. È il momento di porre una fine allo stigma dell’HIV.

È questa la promessa con cui si guarda alla Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, celebrata come ogni anno l’1 Dicembre. In Italia, per questa occasione, il Servizio di counselling Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse800861061 dell’Istituto Superiore di Sanità e co-finanziato dal Ministero della Salute, sarà attivo dalle 10.00 alle 18.00 (anche sul web al contatto Skype “uniticontrolaids”). Telefono Verde AIDS fornisce informazioni scientifiche e personalizzate a tutti coloro i quali necessitino di avere indicazioni, chiarire dubbi, conoscere le strutture servizi socio-sanitari territoriali alle quali riferirsi relativamente all’HIV, all’AIDS e alle altre Infezioni Sessualmente Trasmesse. Il Servizio dispone di differenti specialisti (medici, psicologi, esperti della comunicazione) che rispondono anche in lingue straniere. 
Il Servizio, anonimo e gratuito, si avvale anche della presenza di un consulente in materia legale. 

L’HIV in Italia

La Giornata è anche occasione per monitorare la situazione nel nostro Paese. Nel 2015 c’è stata in Italia una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv che dell’incidenza (casi/popolazione) di Hiv.

Le modalità di trasmissione sono cambiate nel tempo: accade sempre meno per via iniettiva, mentre sono di più i casi che si possono attribuire a trasmissione sessuale. I dati vengono dall’Istituto Superiore di Sanità, che evidenzia come l’anno scorso siano giunte al Centro Operativo AIDS (COA) dell’ISS 3.444 segnalazioni di nuove diagnosi di infezione da HIV (che potrebbero aumentare a causa del ritardo di notifica), pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione ogni 100.000 residenti. Un’incidenza che colloca l’Italia al 13° posto tra i paesi UE “malati” di HIV.

Chi è a più rischio?

Lazio, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna risultano le regioni con l’incidenza più alta, mentre i rapporti sessuali uomo-uomo (MSM) sono considerati tra le principali modalità di trasmissione del virus HIV, che comunque si trasmette anche con i rapporti eterosessuali. Come detto si assiste a una leggera diminuzione rispetto ai tre anni precedenti, sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV che dell’incidenza (casi/popolazione), oltre che ad aumento dell’età mediana alla diagnosi (39 anni per i maschi e 36 anni per le femmine, con un’incidenza maggiore nella fascia 25-29 anni: 15,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e ad un cambiamento delle modalità di trasmissione dall’inizio dell’epidemia adoggi: diminuisce la proporzione di consumatori che utilizzano sostanze per via iniettiva (come l’eroina e altre droghe che portano ad un possibile scambio di siringhe), ma aumenta quella dei casi attribuibili a trasmissione sessuale.

La diagnosi precoce dell’HIV è fondamentale per evitare l’AIDS

Rimane costante e alta la quota delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV in fase clinica avanzata, mentre aumenta la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi. Oltre il 50% dei casi di AIDS segnalati è costituito, infatti, da persone che non sapevano di essere HIV-positive

Nel 2015, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’85,5% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 44,9%; MSM 40,6%). I casi di AIDS conclamato nel 2015 sono stati 789, pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati oltre 68.000 casi di AIDS, di cui più di 43.000 deceduti. Negli ultimi dieci anni, sottolinea ancora l’ISS, è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015. Il numero di decessi per AIDS resta, ad oggi, ancora stabile.

PROTEGGITI E FAI IL TEST!

Essere sieropositivi non è la fine del mondo. Se c’è chi ti aiuta.

Oggi la sieropositività è una condizione di salute che non preclude la possibilità di vivere una vita paragonabile a quella della popolazione generale. Le terapie disponibili non sono ancora in grado di eliminare l’Hiv dall’organismo ma, contrastandone la replicazione, sono in grado di prevenire i danni che il virus rischia di causare. L’infezione da Hiv, opportunamente trattata, è oggi considerata un’infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori e di avere figli sani.

Come fare?

Proteggi te stesso e pratica sesso protetto utilizzando sempre il preservativo, sopratutto se sei all’inizio di una nuova relazione o se stai vivendo un’avventura occasionale. La persona con cui oggi hai una relazione ha una storia alle spalle, ha vissuto rapporti di coppia e avventure con altre donne e altri uomini, ciascuno con una propria storia. Potrebbe avere l’Hiv e potrebbe anche non esserne consapevole.

Fai il test!

L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi nè attraverso le comuni analisi del sangue. L’unico modo per accertare l’infezione è quello di sottoporsi al test per l’HIV. L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (siropositività all’HIV), mentre è negativo se non viene riscontrata l’infezione (sieronegatività all’HIV).

La diagnosi precoce offre importanti vantaggi: innanzitutto la possibilità per le persone con HIV di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno; inoltre, la tempestiva consapevolezza di avere l’HIV, offre alle persone la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altri. È importante sapere che i benefici delle terapie antiretrovirali sono maggiori per chi inizia precocemente il trattamento; le terapie sono inoltre in grado di diminuire la capacità infettiva dell’HIV rendendo estremamente improbabile la trasmissione del virus ad altre persone.

Dove?

Puoi effettuare il test presso i Centri Riferimento Hiv/Aids delle Asl e degli ospedali, i centri di cura delle I.S.T. (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e i centri prelievi accreditati. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura, chiedi informazioni. Generalmente basta presentarsi direttamente per il prelievo, ma in alcune strutture è necessario prenotarsi. Nella maggior parte delle strutture pubbliche il test è completamente gratuito, in alcune è invece richiesto il pagamento di un ticket.

 

Per ulteriori informazioni ti consigliamo di visitare:

www.uniticontrolaids.it

www.lila.it

www.poloinformativohiv.info

 

Fonti:
www.iss.it
www.poloinformativohiv.info
www.lila.it