I benefici psicologici dell’imparare a parlare una seconda lingua

I benefici psicologici dell’imparare a parlare una seconda lingua
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I vantaggi di imparare una seconda lingua includono lo sviluppo cerebrale, la riduzione del rischio di sviluppare demenza, l’incremento della memoria, dell’attenzione e molto altro.

 

In passato si pensava che l’apprendimento di due lingue potesse creare confusione nella mente o addirittura, da un punto di vista ancora più estremo, causare schizofrenia o doppia personalità. Infatti, le prime ricerche svolte in questo campo si basavano sull’idea che il bilinguismo potesse risultare problematico al corretto funzionamento cognitivo dell’individuo, influenzandone il vocabolario e la produzione lessicale. 
Con gli anni però la psicolinguistica ha approfondito il fenomeno del bilinguismo e ha sviluppato numerose nuove ricerche e teorie che mostrano gli effettivi benefici psicologici che l’apprendimento di una seconda lingua ha per il funzionamento cognitivo dell’individuo. 

Eccone alcuni tra i più importanti. 

 

Sviluppo cerebrale

Sono infatti stati osservati dei cambiamenti strutturali nelle regioni del cervello che servono le funzioni linguistiche, di comprensione e produzione, durante l’acquisizione di lingue straniere. 
Più si impara, più queste aree corticali sembrano svilupparsi (Mårtensson et al., 20121).

Minor rischio di sviluppare demenze 
Sembrerebbe che il bilinguismo riesca a ritardare fino a 5 anni l’insorgenza della malattia di Alzheimer in quei soggetti che sono predisposti geneticamente a sviluppare con il tempo questa patologia neurodegenerativa (Craik et al., 20102).

Migliori capacità uditive
Essere bilingue può portare a sviluppare una migliore capacità di ascolto, dal momento che il cervello è chiamato a lavorare di più per riuscire a distinguere i diversi tipi di suoni in due o più lingue (Krizman et al., 20123).

Maggiore sensibilità di comprensione nei confronti delle altre lingue
I bambini cresciuti in famiglie in cui si è soliti parlare due lingue sono in grado di distinguere i suoni tipici della propria lingua da quelli di una che non hanno mai sentito prima (Werker & Sebastian-Galles, 20114). I bambini bilingui, che sono esposti fin da piccoli all’ascolto di suoni diversi, sviluppano infatti una maggiore vigilanza percettiva e, per esempio, arrivano a capire la differenza tra l’inglese e il francese prima rispetto a un bambino che parla soltanto la propria lingua madre. 

Potenzia la memoria
I bambini cresciuti in un ambiente bilingue possiedono una memoria di lavoro, fondamentale per l’apprendimento e le funzioni esecutive, più efficiente e meno soggetta a decadimento cognitivo (Morales et al., 20135). Questo succederebbe perché il passaggio da una lingua all’altra richiede di esercitare un alto livello di controllo cognitivo, cosa che i bilingui si sono allenati a fare per riuscire a gestire l’attivazione simultanea delle due lingue in cui sono soliti parlare. 

Migliori capacità multi-tasking
Sempre per il motivo sopra esposto, data la capacità di riuscire ad impegnare il sistema di controllo esecutivo in maniera più efficiente, le persone bilingui riescono a passare da un compito all’altro in modo più rapido.
Essi mostrano una maggiore flessibilità cognitiva e trovano più facile adattarsi a circostanze inaspettate (Gold et al., 20136).

Maggiori capacità attentive
I bilingui hanno un migliore controllo delle proprie capacità attentive e sono maggiormente in grado di limitare le distrazioni (Bialystok e Craik, 20107).

Influenza la vista e la percezione 
Imparare una nuova lingua può letteralmente cambiare il modo di vedere il mondo.
Imparare il giapponese, per esempio, che è una lingua che possiede dei termini specifici per esprimere la luce e il blu scuro, può aiutare a percepire il colore in modo diverso (Athanasopoulos et al., 20108).

La maggior parte di queste evidenze sono emerse da ricerche che hanno preso a campione bambini cresciuti in un ambiente bilingue, tuttavia i benefici derivanti dall’uso di una lingua straniera sono stati riscontrati anche in individui adulti che sono cresciuti in un ambiente monolingue e che hanno appreso una seconda lingua a scuola o comunque in luoghi di formazione specifici. 

Un modo per tenersi in allenamento con le lingue? Leggere!

Infatti la lettura di un testo in lingua straniera ci aiuta, come del resto avviene anche con lingua madre, a prendere confidenza con le parole e le regole grammaticali straniere. Inoltre la lettura aiuta visivamente a immagazzinare in memoria quei termini o concetti di cui leggiamo, dandoci anche il tempo e la possibilità per fermarci, riflettere e cecare sul vocabolario il significato di quelle parole che non conosciamo, consentendoci un ritmo di assorbimento mentale della lingua più personale e individuale

Fonti:

 

1Johan Mårtensson, Johan Eriksson, Nils Christian Bodammer, Magnus Lindgren, Mikael Johansson, Lars Nyberg, Martin Lövdén, Growth of language-related brain areas after foreign language learning, NeuroImage, Volume 63, Issue 1, 15 October 2012, Pages 240-244, ISSN 1053-8119, DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.neuroimage.2012.06.043 

2Fergus I.M. Craik, Ellen Bialystok, and Morris Freedman, Delaying the onset of Alzheimer disease: Bilingualism as a form of cognitive reserve, November 9, 2010, 75:19 1726-1729; doi:10.1212/WNL.0b013e3181fc2a1c: 1526-632X

3Jennifer Krizman, Viorica Marian, Anthony Shook, Erika Skoe, and Nina Kraus, Subcortical encoding of sound is enhanced in bilinguals and relates to executive function advantages PNAS 2012 109 (20) 7877-7881; published ahead of print April 30, 2012, doi:10.1073/pnas.1201575109

4Werker & Sebastian-Galles, 2011

5Julia Morales, Alejandra Calvo, Ellen Bialystok, Working memory development in monolingual and bilingual children, Journal of Experimental Child Psychology, Volume 114, Issue 2, February 2013, Pages 187-202, ISSN 0022-0965, http://dx.doi.org/10.1016/j.jecp.2012.09.002

6Brian T. Gold, Chobok Kim, Nathan F. Johnson, Richard J. Kryscio, and Charles D. Smith, Lifelong Bilingualism Maintains Neural Efficiency for Cognitive Control in Aging, The Journal of Neuroscience, 9 January 2013, 33(2):387-396; doi:10.1523/JNEUROSCI.3837-12.2013

7Luk, G., Bialystok, E., Craik, F. I., & Grady, C. L. (2011). Lifelong bilingualism maintains white matter integrity in older adults. The Journal of Neuroscience, 31(46), 16808-16813, http://cdp.sagepub.com/content/19/1/19#cited-by
8Panos Athanasopoulos, Ljubica Damjanovic, Andrea Krajciova and Miho Sasaki (2011). Representation of colour concepts in bilingual cognition: The case of Japanese blues. Bilingualism: Language and Cognition, 14, pp 9-17. doi:10.1017/S1366728909990046

 

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