Gli antichi segreti sulle proprietà della Scutellaria Baicalensis

Gli antichi segreti sulle proprietà della Scutellaria Baicalensis
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La nuova frontiera della ricerca riparte dai testi antichi della Medicina Tradizionale Cinese, dall’assegnazione del premio Nobel 2015 per l’artemisinina ai nuovi studi sulla Scutellaria 

Nel 2015 il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina fu vinto dalla professoressa You-you Tu per la sua scoperta dell’artemisinina come composto antimalarico ad ampio spettro.

Il fatto interessante fu che la scoperta derivò dallo studio di antichi testi di medicina tradizionale cinese (TCM) nei quali si parlava delle proprietà e dell’utilizzo dell’Artemesia annua (o assenzio).

Da quel momento la farmacologia ha iniziato ad esaminare con maggior attenzione le proprietà curative dei preparati delle piante elencate nei testi tradizionali, come ad esempio il Shennong Bencaojing (che viene tradotto con il titolo La Materia Medica del contadino divino) scritto tra il 200 e il 250 d.C.

 

Le proprietà della Scutellaria

Sulla scia di questi studi è nata una partnership tra l’Accademia Cinese delle Scienze ed il John Innes Center che per la prima volta hanno realizzato con successo il sequenziamento del genoma di riferimento di alta qualità di un membro della famiglia della Scutellaria baicalensis Georgi.

La pianta, comunemente conosciuta come Skullcap cinese, è ben nota nella medicina tradizionale cinese (TCM) per i preparati dalle sue radici essiccate, ‘Huang Qin’, che mostrano attività farmacologiche con proprietà antibatteriche, antivirali, antiossidanti, antitumorali, protettive del fegato e neuroprotettive.

Nonostante l’interesse commerciale e la crescente domanda di Scutellaria, i miglioramenti della pianta attraverso la riproduzioni mirate sono stati limitati dalla mancanza di informazioni sul genoma.

 

Le opportunità da questi nuovi studi

Il team ha prelevato il DNA da una singola pianta presente presso il Chenshan Botanical Garden di Shanghai ed ha usato una combinazione di strategie di sequenziamento per assemblare il 93% del genoma organizzato in 9 sottoinsiemi di informazioni o “pseudo cromosomi”.

Grazie a questo lavoro i ricercatori sono ora in grado di identificare i geni che producono tutta quella varietà di composti preziosi presenti nella pianta. In questo modo sarà possibile trasformarli in candidati farmaci utilizzando tecniche di ingegneria metabolica in laboratorio.

 

Produrre più sostanze senza distruggere le piante

“La sequenza è così buona che può migliorare la comprensione di tutte le altre sequenze del genoma nella famiglia della Scutellaria: questa è una grande famiglia di piante che è estremamente importante nella medicina tradizionale cinese e negli aromi” ha spiegato la professoressa Cathie Martin del John Innes Center ed una degli autori dello studio

La professoressa Martin ha inoltre spiegato un altro enorme beneficio che potrà derivare da queste ricerche: “Questa particolare pianta contiene i composti bioattivi nelle radici, il che significa che prima di estrarli bisogna aspettare tre anni affinché la pianta diventi abbastanza grande e poi, naturalmente, nel prendere la radice si distrugge la pianta”

Grazie al sequenziamento genico si apre ora la porta alla produzione dei composti attivi senza dover aspettare 3 anni perché la pianta si sviluppi né successivamente sacrificarla per estrarre i composti.

Fonti:
Qing Zhao, Jun Yang, Meng-Ying Cui, Jie Liu, Yumin Fang, Mengxiao Yan, Wenqing Qiu, Huiwen Shang, Zhicheng Xu, Reheman Yidiresi, Jing-Ke Weng, Tomáš Pluskal, Marielle Vigouroux, Burkhard Steuernagel, Yukun Wei, Lei Yang, Yonghong Hu, Xiao-Ya Chen, Cathie Martin. The Reference Genome Sequence of Scutellaria baicalensis Provides Insights into the Evolution of Wogonin Biosynthesis
https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S1674205219301315

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