Filosofia e intelligenza artificiale: perché devono camminare assieme

Filosofia e intelligenza artificiale: perché devono camminare assieme
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Se oggi si affermasse che la filosofia è una delle discipline fondamentali per lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale molti farebbero fatica ad accettare quest’affermazione, ma forse è proprio il caso di ricredersi

Tutti comprendono che l’Intelligenza Artificiale è utile per migliorare quello che facciamo ma pochi sono riusciti a capire bene cosa stia accadendo attorno al mondo in continua evoluzione delle tecnologie e dell’AI (Artificial Intelligence).

Non a caso se si affermasse oggi che la filosofia è una delle discipline fondamentali per lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale molti farebbero fatica ad accettare quest’affermazione: la filosofia è una materia umanistica non serve a nulla, sono le materie tecnico-scientifiche che contano! Potrei così parafrasare un pensiero corrente.

Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è solo qualcosa da uomini?

Ne consegue, lasciatemelo dire in qualità di fondatrice di Women & Technology, che lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è qualcosa da uomini visto che, statistiche alla mano, gli iscritti alle facoltà tecnico-scientifiche sono in prevalenza maschi, mentre le donne di contro si iscrivono maggiormente alle facoltà umanistiche.

Eppure quando si parla di intelligenza non si può certo fare questa distinzione, ci possono essere diversi tipi di intelligenza, una più maschile ed una più femminile, una più pratica ed una più teorica, una più logica ed una più associativa, tutte forme di intelligenza che insieme concorrono al processo generale di miglioramento delle società.

Non basta infatti rispondere alla domanda sul come si può migliorare qualcosa, è necessario prima riuscire ad identificare quale sia il problema ed il perché sia necessario risolverlo. Domande queste la cui risposta è più facile trovarla nelle materie filosofico-umanistiche piuttosto che in quelle tecniche-scientifiche.

Comprendere come funziona la mente umana con team di ricerca interdisciplinari

Domande di senso che stanno spingendo team interdisciplinari a studiare i processi cognitivi e linguistici per cercare di replicare anche nei computer capacità di analisi e valutazione il più simili possibili a quelle umane. Si parla sempre più spesso di “deep learning” (apprendimento profondo) ossia della possibilità di creare macchine in grado di apprendere ed auto-perfezionarsi fino a diventare in grado, ad esempio, di fare diagnosi con più precisione di quanto non possano fare i medici.

Questi successi non sono frutto solo dello sviluppo tecnologico ma anche di una maggior comprensione di come funziona la mente umana, di come l’uomo osserva ed analizza i problemi: dimensione tipicamente filosofica.

Parlare quindi di intelligenza artificiale e dei suoi benefici per la nostra vita quotidiana significa parlare sia di tecnica che di filosofia, sia di macchine che di uomini, significa in fondo sviluppare sempre più la capacità di conoscere la natura dell’essere umano coi suoi bisogni, e sviluppare la capacità di integrarsi con l’innovazione tecnologica senza perdersi in essa.

Mutatis mutandis è quello che accade nella coppia dove uomo e donna si aiutano a conoscersi meglio e ad integrarsi senza annullarsi l’uno nell’altro.

 

Auore: Gianna Martinengo – fondatrice Women& Technologies  www.womentech.eu

Fonti:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6356431/

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