Tutti i volti del bullismo commesso attraverso le nuove tecnologie
Il Cyberbullismo è il bullismo commesso attraverso le nuove tecnologie; recenti stime dicono che uno studente su 4 subisce cyberbullismo. Spesso i genitori ne sono totalmente all’oscuro, non sono nemmeno in grado di intuire qualcosa.
Il 90% degli adolescenti usano internet e smartphone e tendono a costruirsi una vita parallela nella rete. Quasi ipnotizzati dietro lo schermo degli smartphone, i giovani vivono in un mondo totalmente estraneo ai loro genitori. Cosa succede là dentro è difficile saperlo per i familiari. A volte i ragazzi navigano con profili anonimi, utilizzano piattaforme di condivisione nuove, scoprono il mondo degli adulti molto prima e molto più crudemente di quanto non è avvenuto per i loro genitori.
Dedicheremo diversi articoli a questo argomento.
A volte, infatti, è difficile comprendere e gestire un ragazzo che si aliena dietro il web o addirittura che subisce cyberbullismo.
Ecco un elenco delle diverse tipologie di cyberbullismo:
Flaming: messaggio elettronico di contenuto violento o volgare;
Harassment: molestie persistenti e ripetute, fonte di disagio emotivo e psichico;
Tricky o Outing: il bullo entra prima in confidenza con la vittima, ricevendo informazioni intime e private e poi le diffonde online;
Denigration: distribuzione, in Rete o via Sms di messaggi falsi o dispregiativi nei confronti della vittima per danneggiare la reputazione o le amicizie;
Impersonation: creazione da parte del bullo di una identità fittizia con il nome di un’altra persona nota, fingendo di essere quella persona per poi parlarne male di qualcuno, offendere, farsi raccontare cose;
Happy Slapping: registrazione e pubblicazione on line di video durante la quale la vittima è ripresa mentre subisce diverse forme di violenza, sia psichiche che fisiche;
Exclusion: esclusione intenzionale di un altro utente dal proprio gruppo di amici, dalla chat o da un gioco interattivo.
Le prepotenze on-line possono avvenire ovunque, il Cyberbullismo agisce da solo e i cyberbulli sono noti o apparentemente conosciuti. I testimoni degli atti di un cyberbullo possono essere ovunque, poiché il materiale usato può essere diffuso in tutto il mondo. Il cyberbullo approfitta, inoltre, della presunta “invisibilità”, non vede cioè le conseguenze delle sue azioni e può ostacolare la parte empatica della sofferenza provata dalla vittima.
L’uso delle nuove tecnologie ha anche portato alla diffusione del Cyberstalking: un insieme di comportamenti insistenti commessi nei confronti della vittima; esso può essere agito direttamente o indirettamente. Direttamente attraverso continue telefonate, sms, e-mail, di contenuto minaccioso o ingiurioso. Indirettamente, attraverso la diffusione on line di immagini o recapiti della persona perseguitata, violando l’account della posta personale o del profilo suo social networks, mettendo on line frasi amorose o ingiuriose che danneggiano la reputazione della vittima.
In Italia chi ha meno di 14 anni non è imputabile e non può essere chiamato a rispondere di fatti che costituiscono reato. Il minore di 18 anni è, invece, imputabile e viene processato da un’istituzione chiamata Tribunale per i Minorenni.
E’ importate parlare di queste tematiche all’interno della scuola. I professori dovrebbero dedicare il giusto tempo per affrontare questi argomenti e dovrebbero essere coinvolti, con opportune iniziative, anche i genitori.

Redazione

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