Sindrome di Down: un passo avanti grazie ad una nuova tecnica non invasiva

Sindrome di Down: un passo avanti grazie ad una nuova tecnica non invasiva

Credit photo: Il circolo dei lettori

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Per studiare la sindrome di Down è stata sviluppata una tecnica innovativa e non invasiva che raccoglie le cellule direttamente dalle urine e le sviluppa in cellule staminali durevoli e clinicamente rilevanti.

Una delle maggiori sfide nello studio della sindrome di Down è sempre stata quella di trovare il giusto modello di ricerca. Le cellule staminali hanno infatti un enorme potenziale come strumenti di ricerca, ma possono essere invasive.

I ricercatori della School of Medicine di Case Western Reserve hanno sviluppato una tecnica innovativa per raccogliere le cellule direttamente dalle urine e svilupparle in cellule staminali per studiare la sindrome di Down. La tecnica, non invasiva, è descritta sulla rivista Stem Cells Translational Medicine e aiuta a creare modelli di ricerca necessari per la sindrome di Down e per altre condizioni neurologiche.

 

La ricerca e le considerazioni

Alberto Costa, studioso e professore di pediatria e psichiatria a Case Western School University of Medicine, e la sua squadra hanno generato cellule staminali pluripotenti indotte, (o IPSCInduced Pluripotent Stem Cell) dall’urina donata da 10 individui con sindrome di Down.

“Per la prima volta siamo stati in grado di creare cellule staminali pluripotenti indotte di persone con sindrome di Down da cellule ottenute da campioni di urina“, ha affermato Costa.

“I nostri metodi rappresentano un miglioramento significativo della tecnologia iPSC e dovrebbero essere un passo importante per migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome di Down“.

I nuovi modelli di ricerca offrono dunque un mezzo eticamente sano, clinicamente rilevante e altamente traducibile per studiare la malattia umana.

 

Cellule staminali dalle urine e dalla pelle

La tecnica di Costa supera le sfide etiche legate alla raccolta delle cellule staminali che sono state precedentemente raccolte attraverso biopsie cutanee. La nuova tecnica consente ai ricercatori di costruire più facilmente le collezioni di cellule staminali da utilizzare negli studi futuri.

Le cellule staminali generate dall’urina sembrano essere anche più stabili di quelle generate dalle biopsie cutanee, questo perché, a differenza delle cellule della pelle che sono esposte alla luce solare e spesso hanno danni causati dalle radiazioni ultraviolette, non hanno coinvolto le cellule esposte al sole e sono state manipolate usando metodi progettati per limitare il danno del DNA.

I IPSC risultati possono essere coltivati in modo affidabile in molti tipi di cellule rilevanti per la ricerca della sindrome di Down, inclusi i neuroni e le cellule cardiache. Lo studio è il primo ad aver generato con successo queste cellule dalle colture urinarie.

 

Fonte:

Lee Y. et all., Generation of Integration‐Free Induced Pluripotent Stem Cells from Urine‐Derived Cells Isolated from Individuals with Down Syndrome. STEM CELLS Translational Medicine, March 2017.

 

Credit Photo: Il circolo dei lettori

 

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