home page

Se “siamo quello che mangiamo” quale evoluzione ci aspetta?

Se “siamo quello che mangiamo” quale evoluzione ci aspetta?
0 Condivisioni
Tempo di lettura: 4 minuti

Diversi studi scientifici hanno largamente dimostrato come food e superfood sono in grado di controllare e modificare l’espressione dei nostri geni.

Durante questi ultimi anni, è stato scoperto che i microRNAs (miRNAs), una classe di RNAs non codificante, sono collegati a molte malattie compreso il cancro. Infatti, è ormai bene chiaro che i miRNAs giocano ruoli importanti nella formazione e nello sviluppo del cancro. I miRNAs nei liquidi sono misurati in un modo relativamente semplice e il profilo di miRNAs probabilmente sarà un importante indicatore della condizione di salute.

Vari studi hanno dimostrato che alcuni composti naturali possono controllare i livelli di espressione dei miRNAs e contribuire quindi a mantenere lo stato di buona salute.

Per questo motivo il cibo e i suoi componenti sono fonte di grande interesse e mettono in risalto come attraverso la dieta si possa regolare l’espressione dei miRNAs, e quindi la nostra salute.

Ma quali sono i più importanti composti naturali che controllano i miRNAs?

La curcumina

È il principio attivo della curcuma e si trova anche in quantità limitate nello zenzero. È liposolubile e ha scarsa biodisponibilità se assunta per bocca. Il pepe nero- sotto forma di piperina- aumenta notevolmente l’assorbimento. Meglio ancora se sotto forma di fitosoma, ossia complessata con un fosfolipide come la fosfatidilcolina. Esiste anche la forma solubile in acqua come complesso di polivinil-pirrolidone. Se usata come antinfiammatorio intestinale è sufficiente assumerla come semplice curcumina. Esercita potenti effetti anti-infiammatori e questi effetti anti-infiammatori sono protettivi contro lo sviluppo di alcune forme di cancro. Ad esempio la curcumina svolge un azione sinergica con la genisteina nella protezione dal cancro alla prostata.

La genisteina

Appartiene alla famiglia degli isoflavoni: composti che si trovano in un’ampia varietà di alimenti, ma soprattutto nella soia. In una certa misura sembrano mimare l’ormone estrogenico femminile. Sono coinvolti nella gestione del rischio di cancro alla mammella, e in generale hanno una azione cardio-protettrice, riducono i livelli delle lipoproteine, migliorano la salute delle ossa con effetto anti-aging.

Il resveratrolo

Viene prodotto nell’uva come meccanismo di difesa dalle tossine ed è contenuto nella buccia. Ha un’azione azione cardio-protettrice e antagonista nei confronti dell’insulino resistenza: attraverso questi meccanismi aumenta la qualità di vita. 

La Epigallocatechine-3 gallato

Ha una azione anti cancro dose-dipendenti. Meglio se consumata con tutte le catechine (come estratto di tè verde) piuttosto che l’EGCG isolato. Le dosi minime efficaci sono intorno ai 200 mg 3 o più volte al giorno.

Il 3,3’ Di-indol metano (DIM)

È un derivato del Indolo-3-carbinolo (I3C) e si trova nella famiglia delle crucifere. In particolare nei broccoli, nei cavoli e nei cavolfiori. È in grado di prevenire aumenti o diminuzioni drastiche degli estrogeni. In piccole quantità, può inibire l’enzima aromatasi (e impedire la conversione del testosterone in estrogeno) e può agire su forme più potenti di estrogeni e convertirli in forme meno potenti.

Il Sulforano

Nella sua forma pura, il sulforafano glucosinolato (SGS) funziona come antiossidante indiretto. È questo il prodotto che sembra avere proprietà chemio-preventive. Gli antiossidanti indiretti inducono l’attività degli enzimi disintossicanti di Fase 2. Gli effetti di questi antiossidanti indiretti restano attivi anche dopo che gli antiossidanti hanno lasciato il corpo, differentemente dagli antiossidanti diretti, che neutralizzano una sola molecola di radicali liberi per volta, e vanno distrutti durante il processo. Gli effetti degli antiossidanti indiretti durano più a lungo, innescando un processo che continua ad essere efficace per giorni.

Il Butirrato

È un acido grasso a catena corta prodotto da buoni batteri nell’intestino come sottoprodotto della digestione delle fibre. Il butirrato segnala al sistema immunitario che i batteri dell’intestino si trovano nell’intervallo desiderato. Quando il livello di butirrato diventa basso a causa di un’insufficiente assunzione di fibre, il corpo produce una reazione infiammatoria.Il butirrato ha dimostrato di avere numerosi effetti positivi:  previene il cancro; sopprime la fame inibendo la crescita di batteri cattivi; aumenta l’assorbimento di minerali; diminuisce l’incidenza dell’obesità. Una dieta a base vegetale, ricca di fibre e amido resistente, produce e nutre buoni batteri intestinali. Al contrario, l’alimentazione di batteri aminoacidi contenenti zolfo come la metionina produce gas tossici come l’acido solfidrico e gli acidi biliari che possono promuovere la crescita del cancro, il danno al DNA e la malattia infiammatoria intestinale.

L’idea che le piante e gli animali che mangiamo contribuiscano a modulare l’espressione del nostro genoma è conosciuta come comunicazione genetica tra le diverse specie. Questo modello  aperto “permetterebbe alle specie di alterare e influenzare il fenotipo di un altra specie in tempo reale, alterando potenzialmente la sua traiettoria evolutiva a lungo termine, influenzando i modelli di ereditarietà epigenetica”.

E così, se i miRNA derivati ​​da piante possono sopravvivere alla cottura e alla digestione, come sembra essere il caso, possono accumularsi in quantità fisiologicamente significative e alterare quindi l’espressione genica.

Questo, naturalmente, ha profonde implicazioni, come la convalida del concetto che una dieta evolutivamente appropriata aiuterebbe ad assicurare l’espressione ottimale del genoma umano.

Di riflesso quali conseguenze potrebbe avere l’uso di tecnologie che modificano l’RNA da parte delle società biotech: i prodotti OGM?

Quali conseguenze biologiche per la salute e il benessere di coloro che vengono nutriti o esposti ai profili alterati dei miRNA? 

Alla luce di tutto ciò è chiaro oramai come il cibo non sia solo una fonte di energia ma sia anche una fonte di potenti informazioni attive nella regolazione genetica.

Fonti:

Ingested plant miRNAs regulate gene expression in animals

MicroRNAs: History, Biogenesis, and Their Evolving Role in Animal Development and Disease

Genome-wide comparison of microRNAs and their targeted transcripts among leaf, flower and fruit of sweet orange

The following two tabs change content below.
0 Condivisioni