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Così la dieta vegana aumenta il rischio di parto prematuro

Così la dieta vegana aumenta il rischio di parto prematuro
Tempo di lettura: 2 minuti

Una dieta equilibrata e completa è fondamentale per mantenersi in salute. Soprattutto durante la gravidanza, per garantire all’organismo tutti i nutrienti di cui hanno bisogno le future mamme. L’apporto insufficiente di alcune sostanze, come per esempio la vitamina B 12, può portare a conseguenze come anemia e disturbi al sistema nervoso fino all’aumento del rischio di parto prematuro.

È quanto emerge da una ricerca compiuta da scienziati norvegesi e pubblicata sulla rivista American Journal of Epidemiology.

Gli studi

Si tratta di una meta-analisi dei dati ottenuti in circa 18 studi clinici svolti in 11 Paesi diversi, per un totale di più di 11.200 donne in dolce attesa analizzate. I ricercatori hanno valutato la correlazione tra ridotti livelli di vitamina B 12 e il verificarsi di episodi di parto prematuro, una delle principali cause di morte neonatale nel mondo.

I risultati

Hanno osservato un aumento del rischio pari al 21% nelle donne con carenza di questo componente essenziale. Quando al contrario i livelli di questa molecola aumentano, il rischio diminuisce.

Dove si trova la vitamina B12?

Presente esclusivamente in alimenti di origine animale, come carne, uova o latticini, questa sostanza non può essere prodotta in alcun modo dal nostro organismo, che deve quindi assumerla con l’alimentazione.

Insufficienza di vitamina B12 e maggior numero di parti prematuri: c’è una relazione

I Paesi dove i ricercatori norvegesi hanno rilevato la più alta percentuale di donne con insufficienza vitaminica sono quelli dove il consumo di prodotti di derivazione animale è molto ridotto come in India, sia per problemi culturali che economici. A riprova della correlazione tra carenza di questa vitamina e aumento del rischio, gli scienziati hanno osservato che sono i paesi più poveri a rilevare il maggior numero di parti prematuri.  I Paesi occidentali, però, non sono esclusi: le carenze nutrizionali di questo tipo sono sempre più frequenti, soprattutto a causa del diffondersi di regimi alimentari non equilibrati, come per esempio quello vegano. Questa dieta elimina completamente ogni alimento di origine animale: una delle conseguenze inevitabili è l’apporto insufficiente di vitamina B 12.

I consigli

Sebbene quindi non sia ancora chiaro il collegamento tra carenze vitaminiche e problemi durante la gravidanza, è comunque buona abitudine cercare di assumere un’adeguata quantità di tutti i nutrienti considerati essenziali. Una dieta completa prevede il consumo di carni e latticini o in alternativa l’utilizzo di specifici integratori alimentari facilmente reperibili sul mercato. Un discorso diverso vale per i vegetariani che, nonostante eliminino la carne, continuano ad assumere altri prodotti animali, come uova, latte e suoi derivati.

Secondo il Ministero della Salute, il fabbisogno di vitamina B 12 è di circa 2 mg giornalieri. Sono sufficienti 30 cc di latte (circa un bicchiere e mezzo) e 50-75 grammi di formaggio al giorno. Durante la gestazione, invece, il fabbisogno aumenta, ma questo avviene in misura diversa per ogni donna. Per saperne di più, è fondamentale consultare il proprio medico e valutare insieme un piano di alimentazione su misura, adatto alle esigenze di tutte le future mamme.

Dott.ssa Martina Laccisaglia

Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

 

Per approfondimenti:

Rogne T, et al. Associations of Maternal Vitamin B12 Concentration in Pregnancy With the Risks of Preterm Birth and Low Birth Weight: A Systematic Review and Meta-Analysis of Individual Participant Data. Am J Epidemiol. 2017 Jan 20.

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Martina Laccisaglia

Martina Laccisaglia

Esperta di comunicazione in area salute. Collabora con il Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società della Statale di Milano. Maggiori info sul nostro collaboratore