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Proteggersi dalle malattie cardiovascolari con le verdure a foglia verde

Proteggersi dalle malattie cardiovascolari con le verdure a foglia verde
Tempo di lettura: 2 minuti

Se è ormai noto che seguire una dieta ricca di frutta e verdura è un ottimo modo per mantenersi in salute, recentemente è giunta una nuova conferma sul ruolo protettivo degli ortaggi a foglia verde.

Queste verdure comprendono più di mille specie diverse di piante: spinaci, crescione, lattuga, cavolfiori, cavoli e broccoli sono solo alcune di esse che, se consumate quotidianamente, possono difendere dal rischio di sviluppare disturbi cardiovascolari.

La ricerca

Lo dice una ricerca americana, che mostra come consumare alimenti di questo genere riduce di circa il 16% il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Si tratta di una meta-analisi che ha preso in esame otto studi svolti tra il 1999 e il 2013 in cinque Paesi (Nord America, Spagna, India, Svezia e Finlandia) su un totale di più di 540.000 persone coinvolte. Ai partecipanti sono stati sottoposti alcuni questionari per indagare le loro abitudini alimentari. L’analisi della loro storia clinica ha permesso di comprendere che chi consuma un’elevata quantità di verdure a foglia verde è più protetto rispetto agli altri contro l’insorgenza di infarto miocardico, ictus, disturbi cerebrovascolari o patologie coronariche.

Cosa contengono le verdure a foglia verde?

La ragione si nasconde in diverse sostanze presenti in queste coltivazioni, tra cui fibre, potassio e antiossidanti, associati in precedenti ricerche alla riduzione del rischio di malattie del sistema circolatorio. Non solo, le verdure a foglia verde sono ricche di nitrati, che contribuiscono a mantenere nel nostro organismo un buon livello di ossido nitrico: questa sostanza è dotata di proprietà vasodilatatorie e riduce l’aggregazione piastrinica, rendendo il sangue più fluido e meno soggetto alla formazione di ostruzioni dei vasi sanguigni, che sono alla base di fenomeni come infarto o ictus.  Un altro componente importante è il magnesio, che in diversi studi appare coinvolto nella riduzione della pressione arteriosa e protettivo contro l’insorgere di disturbi cardiovascolari, ma anche contro diabete e sindrome metabolica. Infine, gli omega 3, l’acido linoleico e i carotenoidi, noti per il loro effetto benefico sul nostro sistema cardiocircolatorio.

Le malattie cardiovascolari

Considerando che secondo la World Heart Federation questo tipo di patologie colpisce oltre 17 milioni di persone, rappresentando la prima causa di morte nel mondo, è evidente la necessità di individuare strategie per difendersi. È infatti questo l’obiettivo dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che entro il 2025 mira a ridurre del 25% i decessi causati da malattie non comunicabili: condizioni croniche che non si trasmettono da paziente a paziente e caratterizzate da un esordio silenzioso, che spesso vengono individuate solo quando è troppo tardi per intervenire efficacemente. Si tratta di patologie, spesso legate a un cattivo stile di vita, di cui i disturbi cardiovascolari rappresentano la percentuale più consistente.

In futuro

Per tale ragione, studi come questo rappresentano un utile passo avanti nella ricerca medica, e devono essere seguiti da ulteriori analisi per individuare con maggiore chiarezza i meccanismi nascosti dietro agli effetti protettivi di particolari alimenti. È in questo modo che potrebbe essere possibile, nei prossimi anni, elaborare diete sempre più adatte a mantenerci in buona salute, allontanando almeno in parte il rischio di malattie gravi come quelle cardiocircolatorie.

 

Dott.ssa Martina Laccisaglia

Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

 

Per approfondimenti:

R. L. Pollock. The effect of green leafy and cruciferous vegetable intake on the incidence of cardiovascular disease: A meta-analysis. JRSM Cardiovasc Dis. 2016 Jan-Dec; 5.

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Martina Laccisaglia

Martina Laccisaglia

Esperta di comunicazione in area salute. Collabora con il Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società della Statale di Milano. Maggiori info sul nostro collaboratore