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Il Digiuno e la terra promessa della Longevità

Il Digiuno e la terra promessa della Longevità
Tempo di lettura: 4 minuti

Il digiuno è una pratica antica e semplice, tornata da qualche tempo sotto i riflettori per i promettenti collegamenti che ha con la medicina moderna. Oggi, infatti, si parla spesso di digiuno terapeutico, una pratica che non è esente da rischi, ma promette di rallentare l’invecchiamento umano e non solo…

Il termine digiuno sta vivendo il suo momento mediatico.

Nello stesso momento in cui diversi ricercatori stanno facendo tutto il possibile per combattere l’invecchiamento e le malattie croniche del corpo e del cervello, esistono molti collegamenti promettenti tra questa antica e semplice pratica del digiuno con la medicina modernaChi digiuna oggi non necessariamente è in cerca di salvezza, ma di cura.

Noi pensiamo al cibo come “comfort”, piacere e sostentamento. Prova a sfogliare i tuoi album fotografici. Le foto delle celebrazione a base di cibo danno la cadenza ed il ritmo al tempo che avanza, inesorabilmente: battesimi, comunioni, cresime ed matrimoni “all’italiana”.

Vogliamo sempre continuare a mangiare, riscoprendo piacere e condivisione, giusto? Non è quello che dovremmo fare?

E allora cosa intendiamo quando diciamo “digiuno”?

Si potrebbe pensare a qualcosa come il Ramadan, durante il quale le persone digiunano dall’alba al tramonto, o potremmo descrivere un periodo più lungo in cui la gente consuma solo acqua, o solo verdure e acqua, magari nell’ottica del digiuno terapeutico a seconda del ricercatore, o della clinica sanitaria.

Ma l’idea di base è semplice. Si smette di mangiare.

Si va contro quello che ci è stato detto per crescere quando eravamo bambini: “mangia e diventerai grande e forte”. Come se dovessimo andare contro quello che sembra essere un istinto di sopravvivenza naturale.

Forse questi periodi di fame potrebbero aiutare a combattere il cancro, uccidendo in rapida crescita le cellule tumorali, come alcuni studi preliminari sembrano indicare. Forse riducendo drasticamente ciò che mangiamo può effettivamente aiutare a rallentare l’invecchiamento e fermare il processo di declino che fa diventare il nostro corpo decrepito e traballante nel corso del tempo. In alcuni animali l‘effetto anti-invecchiamento e rigenerativo del digiuno è reale.

Molti sono i dati promettenti. Tuttavia, il digiuno terapeutico deve essere gestito da medici competenti ed espertiQuando parliamo di terapia, infatti, sottintendiamo “partecipazione e responsabilità”  di un medico competente.

Nei periodi più bui la capacità di digiunare si è dimostrata un antico adattamento alla sopravvivenza, la guerra e le migrazioni hanno messo alla prova questa capacità di sopravvivere. Il nostro corpo rallenta per permetterci di vivere a pieno nei momenti migliori.

Ed è vero anche metaforicamente che, nei momenti in cui siamo affamati, sentiamo la “fame” che ci spinge a raggiugnere i nostri obiettivi.

Sicurezza, rischi e ricerca

Il digiuno in sé è sicuro in un contesto di supervisione, ma questo non vuol dire che sia esente da rischi. Diversi studi – come quelli del professor Longo il cui interesse primario è studiare i meccanismi che rallentano l’invecchiamento umano, cercano di capire cosa accade nel corpo quando qualcuno digiuna; e in secondo luogo, valutare la possibilità e le modalità di replicare questi meccanismi senza pienamente eliminare il cibo.

Longo è affascinato dai meccanismi biologici di digiuno, e non è il solo. Molti ricercatori ritengono che il digiuno potrebbe dare il via ad una sorta di processo di protezione o di guarigione del corpo.

Come quindi attivare questi meccanismi biologici rigeneranti senza in realtà rinunciare totalmente al cibo per lunghi periodi?

Ma digiunare anche in condizioni di sicurezza richiede impegno e per assurdo “energia mentale”Molte aziende farmaceutiche ed anche molti medici sono consapevoli di questo fenomeno. Perché non sviluppare ed utilizzare un farmaco che potrebbe fare lo stesso lavoro?

La maggior parte delle persone preferiscono mangiare per delegare il  lavoro, e la fatica, e anche soddisfazioni, alla pillola magica dimagrante. Molte delle quali tra l’altro non più prescrivibili: come la Fendimetrazina ( http://www.ilportaledelfarmacista.it/legislazione/73-74.pdf).

Ed è vero anche che non si può brevettare l’assenza di cibo. Quanti di noi potrebbero seguire un programma di digiuno in modo autonomo, ma in sicurezza e anche con il benestare del medico o del nutrizionista di fiducia?

L’effetto mimetico della restrizione calorica lo possiamo ritrovare anche nell’azione biochimica di molti nutraceuticiMa quindi per invecchiare bene, per avere un effetto anti-aging o active-aging, è meglio seguire un digiuno supervisionato ed in sicurezza, oppure seguire una dieta equilibrata con cibi di qualità ed il supporto di nutraceutici di altissima qualità?

Abbiamo ampie prove che la restrizione calorica può estendere notevolmente la vita di alcuni topi di laboratorio e anche tenerli fisicamente “più giovani” rispetto a topi che hanno mangiato liberamente. Ricercatori come il Prof. Longo hanno ideato una dieta che mima il digiuno, in quanto non è di per sé un digiuno. Una dieta in grado però di attivare processi di guarigione abbassando il rischio per il diabete, per il cancro e per il morbo di Alzheimer ed anche la SLA.

Anche in questo caso, sono necessarie ulteriori ricerche, anche se studi iniziali sull’uomo hanno avuto risultati promettenti.

Consigli dell’Health Coach

Una certa restrizione calorica responsabile e consapevole sarebbe sicuramente un pensiero ed una pratica positiva per mantenerci “affamati di salute e benessere”. Nostro dovere non è solo quello di rallentare l’invecchiamento, ma anche quello di invecchiare bene.

Non è difficile essere tentati di provare il digiuno quando si leggono notizie di salute e di trasformazione positive, di ringiovanimento e di guarigione. Se stai pensando di avvicinarti al digiuno, sei pregato di consultare il tuo medico prima di tuttoLa scelta del rinunciare al cibo è tutt’altro che una azione sana e sicura. I diffusissimi casi di disturbi del comportamento alimentare sono la dimostrazione che quando si parla di cibo si parla di alimenti, ma si parla anche di salute, di vita e di amore.

Fonti:
Libro: “Il digiuno come cura e prevenzione” di Dottor. Roia Massimo Melelli
http://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/1161598
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2495396/pdf/postmedj00315-0056.pdf
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11416824
http://www.nature.com/articles/srep33739
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23591120
http://breast-cancer-research.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13058-016-0714-4
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24905167
www.ilportaledelfarmacista.it/legislazione/73-74.pdf

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Mirko Bandera

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